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È arrivato il momento di capire perché con l’alcol si fumano più sigarette.

Si, lo so che ci siamo posti questo dilemma miliardi di volte. Eppure, chissà perché, ogni volta che arriva il momento della fatidica domanda, non siamo in grado di andare a ricercarlo.


Quindi, prendetevi un attimo per dare una risposta a questo dilemma in questo scorcio di sobrietà.

Cos’è che trasforma quell’amaro bruciato in un dolce sapore di realizzazione psicofisica mentre si beve?


(Ovviamente mentre sto scrivendo ho in mano il secondo gin tonic e sto fumando una sigaretta.)

Partiamo da un fattore basilare. Come ci spiega il Journal of Neurochemistry, l’alcol dà sonnolenza, mentre la sigaretta sveglia: la reazione opposta di queste due droghe, quindi, fa si che si potenzino a vicenda. Questo è uno dei motivi di questo orgasmatico connubio, ma non è l’unico, e nemmeno, il più importante.

Passiamo alla parte psicologica.

Come ci spiega il Dottor Thakkar in uno studio, entrambe le sostanze azionano la stessa parte del cervello, quella del ‘centro della ricompensa’. Come potete intuire dal nome, quindi, sia alcol che sigarette danno una certa soddisfazione al nostro cervello e, abbinati, aumentano ulteriormente gli effetti collaterali piacevoli delle due sostanze.

Questo centro di ricompensa, quando fumiamo o beviamo, rilascia dopamina che aumenta la nostra reattività e il senso di goduria. Quindi, ovviamente, le attività che ci fanno piacere le vogliamo, ‘inconsciamente’, ripeterle; e qui entra in gioco un nuovo fattore: la memoria.

Dato che fumare o bere ha un tale impatto sul nostro cervello si crea un’associazione tra alcol, sigarette, amici e banda che vogliamo ripetere. Questo è anche il motivo perché, per esempio, ci viene anche voglia di fumare durante i film in cui gli attori fumano di continuo.


È anche stato confermato che malgrado sia alcol che sigarette rilasciano dopamina, uniti non ne innalzano ulteriormente i livelli, ma, anzi, si annullano un po' a vicenda: dunque, non scatenano più felicità come si penserebbe, ma meno. Il nostro cervello, di conseguenza, cerca uno e poi l’altro per ribilanciare ‘la felicità perduta’ e, allo stesso tempo, riuscendoci grazie ai pensieri ad essi abbinati.


Per questi motivi anche dopo anni un ex fumatore non perde veramente il vizio - specialmente quando inizia a bere: ogni volta che si vede una sigaretta parte irrazionalmente l'associazione a situazioni 'felici', e la smania prende il sopravvento. In più, se si sta bevendo, non c'è modo di dare soddisfazione a quell'altra parte che la nostra memoria era solita associare alla sigaretta e ci si ritrova a pregare per un tiro anche dopo 10 anni.


> BEVANDE 'ZERO': mito o realtà?


Infine, entrambe le sostanze sono due cosiddette droghe legali e questo fattore aizza a vicenda il loro utilizzo: sentirsi come un perenne adolescente che sta trasgredendo alle regole, avere una ‘scusa’ per socializzare ed essere più disinibito, sono tutti fattori che hanno un grosso impatto sulla psicologia dell'utilizzo di queste sostanze.


Scandalo degli scandagli, questo fenomeno è molto più diffuso tra le donne che tra gli uomini. E a noi danno di quelle mature eh.


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