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Aperitivi virtuali e sensi di colpa

Com'è bere da soli durante la quarantena?


Tra la noia, la fame, gli allenamenti, Netflix, Houseparty e chi più ne ha più ne metta, mi sono resa conto che la mia abitudine a bere è leggermente cambiata, e pur di non abbandonare questa abitudine ci siamo costretti a cercare nuovi modi di preservare i nostri vizi.


Questa nuova realtà ha cambiato tantissime cose, tra cui il modo in cui viviamo anche le più semplici situazioni sociali. Chi di noi non si è dedicato un po' di tempo a brindare con i propri amici davanti al computer? Il brindisi, che sia fatto online o di persona, è un rito irrinunciabile per noi italiani. Un momento per cercare di rivivere anche solo un’ora di quella realtà che ci sembra ormai lontana, un momento per rimanere vicini anche se si è lontani.


Purtroppo bere online ci lascia poca libertà nella scelta della nostra bevuta, siamo costretti ad adattarci un po' a quello che si trova in casa. Se il must dell’aperitivo poteva essere il classico cocktail adesso ci siamo spesso accontentati di una birra o di un calice di vino - niente togliendo a questi ultimi!


Fare uno, due, tre bicchieri non ha lo stesso effetto che aveva prima, si tende molto di più ad apprezzare quel poco che si ha per riassaporare la libertà e quel senso di effimero di relazioni umane. Non sentiamo più quel bisogno di ubriacarci, anche perché da soli fisicamente non ci divertiremmo, mentre quella leggera brillezza ce la godiamo pure in solitudine.


Parlando con le persone ho avuto diversi tipi di testimonianze, da persone che hanno radicalmente cambiato la routine, a chi invece ha cercato di mantenere salde certe abitudini anche attraverso uno schermo - ma magari con qualche senso di colpa in più!



Elena, che solitamente vive l’aperitivo come un momento di socializzazione con amici o parenti, in questo periodo qualche birra davanti a un computer l’ha stappata, ma ha ammesso che non aveva lo stesso sapore. “Tramite uno schermo non rappresenta quel momento di condivisione che un tempo era, per questo mi sono sentita come se mancasse qualcosa!”.


Irene, ha passato molte sere in compagnia dell’alcol, cercando di non trascurare i momenti da lei più amati durante la giornata. Ha ammesso che bere davanti a uno schermo non era lo stesso, ma che comunque era un buon modo di passare buon momento in compagnia. Mentre, Bianca, del team alcolizzate, ha deciso di tuffarsi in un detox totale, non toccando alcol per tutto il corso della quarantena.


Altri si sono posti un totale di alcol massimo giornaliero, per alleviare i sensi di colpa ed evitare una serie di sbronze solitarie e piuttosto tristi. O alcuni grandi amanti dei superalcolici hanno deciso di rinunciare al puro imbenzinamento per passare solo al vino o alla birra.


Credo che la cosa che essenzialmente ci manchi di più sia il contatto umano, perché bisogna dirlo, non è la stessa cosa farsi un bicchieri di vino in aperichat piuttosto che un birrino sulle scale di santo spirito.


Tante sono le idee innovative che abbiamo avuto a riguardo pur di condividere momenti di divertimento nonostante le limitazioni fisiche. Per quanto questa quarantena non piaccia a nessuno bisogna ammettere che ci ha insegnato ad apprezzare tante piccole cose che prima manco notavamo.


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