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ARTISTA DEL MESE: Gibrah

Ogni mese dedichiamo una parte della nostra piattaforma un giovane artista emergente. Puntiamo ad incentivare l'arte nuova, promuovere e sostenere giovani artisti condividendo il loro lavoro e le loro opere. Inoltre, grazie a loro, ci teniamo in costante evoluzione, vi offriamo contenuti sempre nuovi e all'avanguardia. Seguite Gibrah @giulianobrancale



Fonte: Bianca Ariani, 2019.

Chi è Gibrah?

''Sono nato a Firenze nel '96. Disegno da sempre. Quando ero piccolo, orde di cavalieri cattivi e draghi sputafuoco, poi graffiti, fumetti, pittura "tradizionale" e da poco, anche disegni digitali: insomma oggi faccio un po' di tutto.

Il processo creativo

''Amo sperimentare, forse perché di mio sono già bello schizofrenico nel senso che ho bisogno di provare cose diverse, di arricchire il più possibile le mie capacità espressive, di continuare a divertirmi e a conoscermi disegnando. E' importante non autocensurarsi, non fare le cose con aspettativa (Picasso diceva che il buongusto è il più grande nemico dell' Arte, e aveva ragione) ma godere il più possibile con ogni tecnica e in ogni pretesto, puntando tutto sulla Partecipazione.

Ecco, se c'è una cosa che ho capito in questi anni è che la Partecipazione è tutto, non la tecnica come si crede di solito.

Partecipare vuol dire 2 cose: fluire e godere.

Il contrario di questo sono i manierismi, rinunciare alla gioia dell'imprevedibilità per il miraggio dello "Stile" che alla lunga significa perdere la capacità di mettersi alla prova, in nome della riconoscibilità immediata della propria "mano", del proprio "stile" appunto.

In generale poi, si pensa che fare le cose artisticamente significhi rinunciare alla realtà per crearne una nuova, più interessante e unica: è una stronzata. Non si può creare un bel niente se non si rispetta prima profondamente la Realtà, se non se ne amano le forme, i colori, le sensazioni che emanano dalle cose.


Ci sono decine di artisti che si essiccano a poco a poco su questo fraintendimento perché sacrificano tutto allo "stile", ripetendosi e volendo creare la "loro" realtà, finiscono per creare cose morte, prive di vita ed autocompiaciute.

Io cerco di bilanciare 2 poli della mia ricerca artistica, che è spontanea e non premeditata:

1) capire e rappresentare le cose dal vero (mai da foto), per esempio, le persone che amo o i paesaggi che mi circondano;


2) fare disegni semplicemente divertendomi, vedendo cosa nasce da gesti non premeditati e fortemente nervosi (per esempio, con un bel Uniposca ignorante), creando disegni grezzi che mi fanno stare bene. Tutte le cose che faccio sono comprese tra queste due aree.

Ripeto, ciò che conta davvero è la Partecipazione, il godere mentre si fa, restando aperti all'inaspettato.

L'inaspettato del proprio mondo interiore che si rivela e si sviluppa con una costante pratica artistica e parallelamente con la contemplazione del mondo e di sé.

Fare arte nasce dal famoso problema di chi sono io in rapporto col mondo e cosa il mondo rappresenta per me, oggi.


Non esiste Arte senza brama di conoscenza, non esiste Ricerca senza Curiosità: l'Arte è il Gioco delle persone tragicamente Curiose.. lasciatele giocare.''


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