• Alice Zanfardino

Che cosa aspettarci dall’autunno 2020, l’anno della pandemia.

Gli esperti declamano che la normalità non tornerà fino a dicembre 2021 e forse oltre, e quando tornerà la sapremo riconoscere?



L'autunno è quella stagione che arriva di soppiatto, non te ne accorgi subito ma nel giro di pochissimo tempo passi dalla copertina sulle gambe mentre leggi ogni tanto, alle pantofole di pelo e le tazze di tisana dimenticate in ogni angolo di casa. È quella stagione che ti illude nelle giornate calde in uno strascico d'estate senza sapere esattamente come vestirti e che ti sorprende con un buio improvviso alzando gli occhi dal computer. È anche quella stagione in cui si preferisce fare una cena in più in casa piuttosto che trovarsi al ristorante, e accendere il forno non da più così noia. Ogni anno la percezione dell'autunno è plasmata di luoghi comuni, banalità e piccoli piaceri che ci sembrano scontati ma che sotto sotto apprezziamo tutti. Ma quest’anno sarà uguale a tutti gli altri?



Me lo chiedo dopo aver trascorso un’estate a far finta che fosse tutto come sempre. Dopo la titubanza iniziale ci siamo ricongiunti, con la mascherina al collo o in tasca, ma ci siamo rivisti e abbracciati tra aperitivi all’aperto, cene apparecchiate nei dehor esterni, pranzi in veranda distanziati e le spiagge affollate come ogni anno.

È stata la stagione dei posti auto adibiti a tavolini, mai tanti permessi sono stati distribuiti nella penisola: tutti i locali che potessero anche solo lontanamente ambire ad uno spazio esterno l’hanno avuto gratuitamente (e continueranno ad averlo per tutto ottobre).

A Chicago per non arrendersi hanno addirittura lanciato un contest di idee per mantenere i tavolini all’aperto anche durante l’inverno.



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Me lo chiedo con lo spettro di un nuovo lockdown che in Italia sembra lontano, perché nonostante tutto l’abbiamo gestita bene, ma che in Francia e Inghilterra è ormai realtà. In America, casa madre di tutti i film e le serie tv sull'inizio del college e la caduta delle foglie a Central Park, di sicuro l'aria che si respira non è quella solita. Si dice che settembre sia il vero capodanno ma per il mondo intero questa volta è iniziato in punta di piedi, con la paura di fare progetti e di comunicare a voce alta notizie positive per non sentirsi in colpa con chi da questa pandemia ha ricevuto solo pugni in faccia. Gli esperti declamano che la normalità non tornerà fino a dicembre 2021 e forse oltre, e quando tornerà la sapremo riconoscere? O saremo abituati a questo new normal?



Indossare le mascherine e averle sempre con noi come le chiavi di casa, veder saltare manifestazioni sportive, rivalutare il sistema scolastico e la modalità in cui vengono fatti i colloqui, viaggiare sui mezzi pubblici con un grado di attenzione al quale non eravamo pronti. E poi fare le file, ovunque e per qualunque cosa, non capirsi attraverso la mascherina e il plexiglas. Gli eventi a numero chiuso, il cinema distanziati, i congiunti.

Cosa ci si prospetta nei prossimi mesi?

Ci arrenderemo a mangiare a casa o in locali con grandi sale e poche persone?



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