• Humangerie Team

Come l'avvento della fotografia ha portato alla "mercificazione" del corpo.

Dall'avvento della fotografia nel XIX secolo e lo sviluppo della cultura di massa, la ‘questione del corpo’ è diventato uno dei problemi più rilevanti della nostra società negli ultimi secoli. La società consumistica ha trasformato il corpo in un "oggetto di culto" (Lopes, 2010), convertendolo in un bene di consumo con un valore sul mercato.


La società consumistica, insieme a ciò che Marx definì "feticismo delle merci", è incorporata in un meccanismo in cui tutto può diventare un prodotto che possiede un valore di scambio sul mercato, indipendentemente dal valore che intrinsecamente possiede. L’economia governa seguendo la legge "dell’obsolescenza programmata" (Weber, 1992), un processo in base al quale i beni di consumo vengono prodotti con una vita funzionale limitata al fine di diventare obsoleti (vecchi o non più utili) dopo un breve periodo. In questo processo, la produzione viene accelerata e l'industria viene mantenuta attiva.


Quindi, i criteri della società capitalista mirano ad alienare l'individuo e, attraverso questi contenuti visivi, a ricordarci sempre come dovremmo essere, cosa dovremmo sapere, chi "siamo veramente", o quali incredibili opportunità ci stiamo perdendo. La realtà viene ridotta a un'infinita quantità di particelle mercificabili che rimandano l'attenzione sull'apparenza, sui nostri corpi e come dovrebbero essere. Le nostre credenze e desideri sono continuamente influenzati e costruiti in base a queste immagini, che costantemente creano nuovi impulsi ed aspirazioni.



Di conseguenza, è così che anche il corpo è diventato un investimento, che da un lato deve, o può essere "acquistato", e dall'altro possiede una serie di qualità (forma, bellezza, salute ...) che gli donano un valore più, o meno elevato, sul mercato.


Al giorno d'oggi, in particolare nelle società occidentali, il problema più grande legato alla ‘’mercificazione’’ del corpo è che, come una nuova auto ha un valore superiore ad una usata, un nuovo corpo è più redditizio di uno vecchio - perché trasmette la stessa sensazione positiva di una nuova realizzazione, come ci suggerisce Faetherstone. Inoltre, il corpo è la rappresentazione di sé stessi, quindi è fondamentale che sia attraente e il più conforme possibile alle aspettative della società; altrimenti la nostra apparente identità non verrà associata ad un elemento, o prodotto, del desiderio. Vale a dire che la lotta contro l'obesità, la brama della brama perfetta o il ricorso a interventi chirurgici sono ben lontani dalla volontà di essere sani, ma sono diventati un mezzo per ridurre il divario tra "il modo in cui noi ci percepiamo e il modo in cui gli altri ci vedono" (Lopes, 2010); in altre parole un’estenuante ricerca di un’identità perennemente nel limbo. Come dice Scellino, ciò porta ad un processo di continua incompletezza che pone il corpo come un lavoro senza fine che deve essere sempre alla moda, di alta qualità e conforme alle aspettative della società, sebbene, ad una certa, diventerà comunque obsoleto.



Come accennato, il cosiddetto 'body issue' è dunque iniziata con l'ascesa della fotografia.

Come sostiene Faetherstone, le immagini servono come mezzo tra noi e i nostri desideri insoddisfatti e, di conseguenza, evocano confronti "rafforzando chi non siamo e chi vorremmo essere". La fotografia ha il potere di mostrare alle persone quello che vogliono vedere e nascondere ciò che non è conforme alle aspettative della società.

Questo fenomeno ha interessato soprattutto i corpi delle donne perché, come afferma Sontag (1978), essere una donna è una "forma di teatro" che implica trucco e ornamenti, quindi creare una donna "falsa", costruita e desiderabile, è più facile.

Vediamo come lo Spettacolo, come direbbe Debord, è in grado di attuare una vittoria totalizzante della finzione sulla realtà, della copia sull'originale, della forma sul contenuto; tutto è limitato a muoversi e comportarsi in funzione dell'immagine. L'esterno ha più valore dell'interno, l'apparenza supera l'intimità: tutto è attinto da un oggetto, dai beni alla pubblicità, come in una mostra che si estende all'infinito nel tempo della nostra immaginazione.



La società consumistica, o Dello Spettacolo, ci porta a considerare solo il prodotto finale, come il valore di quei beni di consumo sul mercato di cui non consideriamo minimante l’oggettivo valore. L'arte e la cultura visiva sono sempre cresciute e mutate insieme alla società, sono sempre stati i dittatori degli standard di bellezza di un'epoca.


Sfortunatamente, nel nuovo mondo, le nuove tecnologie hanno trasformato questa unione in qualcosa di malato ed irrealistico. Voler assomigliare a una fotografia completamente photoshoppata è come voler assomigliare a una macchina.



Ma gli umani hanno sempre voluto assomigliare a ciò che non esiste, tuttavia, questa volta non è nei nostri sogni, ma è proprio di fronte a noi. Il corpo è diventato parte di una personale performance ed è uno dei nostri "oggetti di scena" che determina la nostra posizione e valore nella società.




Leggi anche:


> Come le donne della nostra generazione affrontano il sesso: male.

> 6 producer/dj donne che spaccano di brutto (e si fanno un bel mazzo)

#istruzione #umani #lifestyle #cambiamento #riflessioni

ABOUT               JOBS              SUBSCRIBE             CONTACTS

  • Facebook
  • Pinterest
  • Instagram

© Humangerie LLC