• Humangerie Team

Come le donne della nostra generazione affrontano il sesso: male.

Malgrado i tabù abbattuti e l’emancipazione ottenuta, tante, troppe ragazze della nostra generazione non si vivono l'atto sessuale felicemente. O meglio, credono di si, ma è più un accontentarsi che altro.

Humangerie ha deciso di fare una ricerca per scoprire come effettivamente le giovani donne vedono, percepiscono e si vivono il sesso al giorno d’oggi. Il risultato è il ritratto di una generazione di donne bloccate, disistruite sulla ricerca del piacere e la naturalità dell’atto sessuale.



Vari studi, tra cui quello di Eurispes, “Sesso, erotismo e sentimenti: i giovani fuori dagli schemi, ci rivelano la veridicità di questi dati. La nostra generazione ha degli effettivi problemi nel rapporto con l’intimità (con tutti i rapporti a livello umano, oserei dire), e siamo molto più reticenti sul puro atto sessuale: la fluidità con cui viviamo, sia a livello tecnologico, che di pensiero o di società, si riversa anche nel sesso. Non conosciamo l’attesa, tutto scorre veloce senza la possibilità di percepirlo a pieno; quindi, anche l’atto sessuale viene minimizzato e va a rientrare in quella sfera di effimera fluidità. Al contrario però, siamo una generazione molto più libertina sotto il punto di vista provocatorio: con sexting, dating-app, sex toys etc. sempre a portata di mano, davanti ai nostri occhi 24h su 24, siamo bombardati dalla sessualità, e niente ci sconcerta più così tanto. Il problema di questa normalità forzata però, è che il sesso in sé per sé va a perdere la sua nozione di intimità per diventare anch’esso una specie di status sociale, una categoria a cui appartenere all’interno delle varie opzioni proposte dalla società.

Così, non solo si crea una discrepanza a livello interiore su quello che sei o che vuoi dal punto di vista sessuale, ma anche sociale, perché non capiamo cosa vogliamo, quali sono le opzioni, quali sono le verità del piacere che ci appartengono.

Questo approccio al sesso e all'intimità in noi donne, si manifesta ovviamente, in vari problemi relativi all'orgasmo: i numeri dicono che maggior parte delle ragazze non riescono a venire. E si, questo è un fenomeno che appartiene prettamente alla nostra generazione.

‘’Parlando con i miei partner sessuali mi è stato fatto notare che rispetto ad altre ragazze tendo a venire più del normale.’’ Dice A. Mentre, in generale, le donne con cui abbiamo parlato vengono, in media, 1 volta su 3 nei rapporti sessuali. Quindi A., che riesce a venire anche più volte durante un rapporto, è considerato un caso 'anomalo'.

Lovehoney, produttore di sex toys, ha fatto un sondaggio su oltre 2000 donne di età compresa tra i 18 e i 70 anni: il risultato ci ha confermato che le ragazze tra i 18 e i 25 anni, malgrado i rapporti più frequenti, vengono la metà delle volte di donne di una generazione passata. Donne con più di 45 anni, quelle appartenenti alla fase della grande liberazione sessuale, si confermano come la categoria di donne che riescono a raggiungere più orgasmi. Noi ci avviciniamo di più alle nostre nonne di 80 anni che facevano sesso nel dopoguerra…

A., continua dicendo ‘’Io sento la cosa molto mia, quindi almeno 1-2 volte a rapporto vengo.’’ ‘

’'Ma perché ti senti molto a tuo agio con i partner con cui stai? Lo fai sempre con ragazzi con cui hai una relazione profonda?’’ Chiedono altre donne parte del nostro sondaggio.

’'No, assolutamente, semplicemente io vedo il sesso come una cosa naturale.’’

‘’Ma io vengo 2 volte su 10, magari’’ dice F.; mentre V., afferma ‘‘Io verrò 1 su 3, quando mi va bene’’. Quindi, una peculiarità della nostra generazione sta nel percepire, e provare, il sesso come un atto totalmente naturale: solo 1 donna su 6 riesce a lasciarsi totalmente andare arrivando all’apice del piacere le prime volte, per la maggior parte l’orgasmo è raggiungibile solo quando si ha un’intimità molto profonda con il partner e si supera il blocco mentale. Sennò, non ci si sente a proprio agio e non si riesce a vedere l’atto come una fonte di semplice e puro piacere.


Questo è tutta conseguenza della frenesia, della società distratta ma allo stesso tempo estremamente pressante in cui viviamo che, come confermato sopra, minimizza l’atto sessuale e lo snatura dal suo concetto di fonte di piacere per trasformarlo in un altro dei meccanismi contorti della società odierna.

In questo quadro, la categoria di persone che risulta più affetta da una vita sessuale abbastanza infelice è quella delle giovani donne eterosessuali, al contrario delle donne gay che hanno tutte confermato di avere una vita sessuale molto più soddisfacente. Ma perché? La risposta sta sempre nella nostra società: il bombardamento sessuale, il perenne confronto con altri modelli, troppi modelli creano confusione negli etero, specialmente fra donne, e le portano ad un allontanamento dalla consapevolezza di sé, del proprio corpo, e di quello che veramente vogliono. Al contrario, per le donne gay, l’oggetto del desiderio è ben delineato e loro si sono già liberate sessualmente da ciò che potevano essere i blocchi di una società, quindi sono in grado di vivere l’atto sessuale come una cosa molto più naturale e fluida.

‘‘Io non ho mai capito cosa volessi a livello sessuale’’, ci dice M., ‘’Per tutta la vita ho guardato quello che era considerato standard (quindi cose come porno, film etc.) e pesavo di dover fare così e volere quello che vedevo.’’ E così per tante, tantissime altre donne. L’eccesso di possibilità e di modelli ha rovinato, o proprio annullato, la personale visione del sesso a tantissime donne. Infatti, forse, sono proprio quelle più distaccate dal contesto tecnologia e media che spesso riescono a viversi al meglio la sessualità: ‘’Io sono sempre stata una persona molto distaccata dal computer, non me n’è mai fregato tanto dei trend online o di quello che succedeva su internet. E non so se sia davvero collegato o no – io credo di si – ma io mi sono vissuta il sesso sempre molto naturalmente. Non avevo, come dire, degli standard di esempio, quindi ho sempre fatto solo quello che volevo o mi sentivo.’’ Ci dice L. ‘’Questo a volte mi ha portato anche a sentirmi un po’ meno delle altre donne, nel senso che ha volte si parlava di cose viste nei porno o così e io non avevo idea di cosa fossero. Però crescendo l’ho capito ovviamente, ma alla mia maniera. E credo che questo abbia aiutato molto la mia visione del sesso come un atto naturale, e non una forzatura sociale che doveva essere fatta in un certo modo’’.


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Comunque, malgrado la difficoltà a raggiungere l’orgasmo, e qui una perla per tutti gli uomini, le donne hanno comunque affermato di provare piacere o stesso. Tante hanno detto che raggiungere l’orgasmo non è fondamentale per loro, ma è più l’atto in sé che conta. Quindi, a differenza di quello che si penserebbe, un atto sessuale senza orgasmo non è un atto totalmente perduto, per tante donne.


‘‘Io consiglio di comprarsi un vibratore per imparare a conoscere il proprio corpo’, dice P., ‘’A me ha davvero fatto differenza nel modo di capire i miei orgasmi e il piacere in generale.’’

‘’Si, però io ho avuto non so quanti ragazzi, tra cui tante relazioni serie, ma davvero non sono una che viene. Non credo di avere bisogno di un dildo ormai.’’ Dice F.

‘’E la cosa ti disturba?’’ ‘’No, davvero non mi disturba.’’


E qui, mi sento di avere da ridire. Sono d’accordo che il sesso senza orgasmo non sia per forza una schifezza, ma una donna che trova normale, anzi, soddisfacente, venire 1 volta su 10, a me pare si sia arresa ai meccanismi della società, e all’idea che venire sia quasi impossibile.

Donne, capiamo che è tutto mentale e, casi eccezionali a parte che riguardano complicazioni fisiche, avere orgasmi è possibile e anche noi siamo fatte per provare piacere. Non accontentiamoci.

E’ naturale pensare quindi, ma si finge tutto il tempo?

‘’Almeno 2 su 3, se non vengo sì’’ dice B. E la stragrande maggioranza delle donne afferma questo fatto, tranne ovviamente, quelle appartenenti alla categoria del riuscire a venire: per loro non è all’ordine del giorno e fingere ogni tanto non avrebbe senso.

Ma perché noi giovani donne sentiamo il bisogno di fingere così tanto? Anche questo è un altro di quei fenomeni appartenenti maggiormente alla nostra generazione. Questo studio studio ci afferma che la maggior parte delle donne finge durante il sesso, ma che in donne di una fascia di età superiore questo fatto è nettamente inferiore.


Torniamo sempre al discorso della pressione sociale e di non sapere cosa si vuole: spesso pensiamo che ci vada bene così e che siamo sbagliate perché non veniamo, quindi si finge. Altre volte perché ferire la virilità di uomo ci sembra sbagliato, altre per un semplice fatto che la vogliamo fare finita al più presto (e lì, secondo me, siamo scusate). Il problema è che non abbiamo il coraggio di dirlo, noi della nostra generazione. Non essendo abituate a comunicare sinceramente, abbiamo paura di tutto. Mireille Dubois Chevalier, sessuologa francese, ci spiega che:

‘’Più una donna è giovane, più la sua sessualità è influenzata da quella maschile, è l’esigenza di soddisfare l’uomo a prevalere sulla propria.’’

E perché allora anche tante ragazze che hanno relazioni stabili da anni non riescono ad avere una vita sessuale soddisfacente e continuano a fingere? Si assumerebbe che dopo un po’ la pressione verso l’uomo, il bisogno di dimostrare passa, e invece no. Siamo una generazione di donne che si limita all’accontentarsi e non riuscire a percepire l’atto sessuale nella sua interezza? No, forse la verità alla fine è che non siamo una generazione molto sessuale e basta.

‘‘Io tante volte non ho proprio voglia di farlo, sono sul divano a guardare un film e il mio ragazzo vuole fare sesso, e io libido pari a zero. Però boh, lo faccio comunque perché mi sento in dovere.’’ Dice B.

‘’A me basterebbe farlo un paio di volte a settimana, non ho questo continuo bisogno del sesso, però mi sembra che lo dobbiamo fare, sennò la relazione ha qualcosa di ‘sbagliato’’. Afferma G.


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E da cosa è dato, quindi, questo calo di desiderio sessuale, pure quando si ha il partner vicino e in teoria l’intimità è stata raggiunta?

La tecnologia e tutte le piattaforme streaming giocano una grandissima parte in questo fenomeno: il binge-watching è un’azione totalizzante che ha sul nostro cervello gli stessi effetti di una dipendenza da droga, veramente. La tecnologia ci vuole sempre connessi, sempre al passo. Il lavoro è per noi un’ossessione malsana e non sappiamo avere tempo libero, stare con la mente ‘vuota’. Quindi, non si hanno più tanti momenti di niente, da dedicare ad un’attività pura e ‘senza scopo’ come il sesso. Spesso preferiamo nutrirci di serie tv, di social. A causa di questo meccanismo instauratosi oggi nelle nostre menti ci da forse più endorfine e seratonina una serie tv da cui siamo dipendenti che del sano sesso. E non essendo degli uomini a cui si alza anche con una carezzina, noi donne diventiamo ancora più affette da questo fenomeno; se non siamo prese, non siamo prese e punto.

Riguardo ai single in specifico, invece, tante donne dicono che la causa di questo limitato desiderio sessuale sia molto dato dall'assenza di 'corteggiamento': ‘’E’ raro che un uomo ti faccia sentire donna come si deve’’ dice T. ‘’O esagerano alla uomo del sud, che più che altro ammazza il tuo sentimento di emancipazione femminile, oppure si vergognano a corteggiarti. Questo sicuramente riduce l’intimità, la voglia di passione, di farsi amare. Ti porta a quella sveltina da quattro soldi che non vedi l’ora che finisca’’. Altro problema, è sempre causato da queste maledette dating-app: ‘’Certo, da un lato l’online porta ad essere più disinibiti, ma quando ti vedi no! In un mondo dove metà delle tue scopate le fai grazie a Tinder di certo non potrai mai essere totalmente soddisfatta. Da un lato perché quello che avevi costruito cambia totalmente quando ti vedi faccia a faccia, e a quel paese l’intimità. Dall’altra perché non capisci, è tutto effimero, si fanno piani, ci si vuole vedere, ci si costruisce qualcosa in testa che poi spesso non accade. E si rimane a secco’’.

Dunque, la sessualità per noi giovani donne di oggi non è che sia proprio una passeggiata. C’è sicuramente un grande blocco a livello psicologico, emotivo e soprattutto la mancanza di una visione della sessualità come un atto semplice e naturale. Dal mio punto di vista, vedo troppa costruzione dietro qualcosa che dovrebbe essere una delle poche attività dove puoi spengere il cervello e goderti il momento, al contrario risulta più complicato fare sesso decentemente che andare al lavoro. Dovremmo ri-istruirci sul piacere, e riuscire a vedere il sesso come una liberazione e non come una costrizione, come spesso, a quanto pare, accade.


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