• Humangerie Team

Come proteggere la tua privacy online

Una mini-guida agli strumenti disponibili per capire meglio come vengono gestiti i nostri dati personali e consigli utili per come difenderci dall’invasione di privacy.



Fatto sta, se usi internet in qualsiasi modo (almeno che tu non sia un mega hacker come quello di Mr. Robot) i tuoi dati personali sono già esposti.


Tutto quello che facciamo in questo mondo moderno, si trasforma in dati digitali. A partire da quanti passi hai fatto oggi, fino a quanto tempo passi a stalkerare il profilo del tuo ex su Instagram alle 2 del mattino, i tuoi dispositivi ti conoscono molto meglio di quanto tu possa credere.


Ogni giorno, centinaia di aziende di cui non conosci nemmeno l’esistenza, raccolgono dati su di te, alcune più personali di altre. Tali informazioni vengono quindi essere trasmesse a ricercatori accademici, hacker, forze dell'ordine e nazioni straniere, nonché a molte compagnie che cercano di venderti prodotti.


Nonostante possa sembrare una strada senza via d’uscita, dovresti sempre preoccuparti della tua privacy, anche se non hai nulla da nascondere. Quindi, cosa puoi fare se la maggior parte dei tuoi dati è già disponibile e gli altri verranno comunque presto tracciati ed acquisiti?


Un passo che potresti fare è usare alcuni servizi basati in paesi dove le leggi sulla privacy sono più rigide.


Se stai cercando l'anonimato, vi suggeriamo il ​​browser Tor per qualsiasi genere di navigazione sul web. Tor è sicuro per l'utente medio di Internet. Presenta molti vantaggi e applicazioni utili, nonché ovviamente anche qualche contro: Tor è un po‘ meno sicuro della VPN, ma l'utilizzo di Tor con VPN può fornire totale anonimato e privacy su Internet.


Sennò, se cerchi un motore di ricerca che rispetti la tua privacy puoi esplorare siti come Duck Duck Go o StartPage e utilizzare un provider di posta elettronica crittografato con sede in Svizzera come ProtonMail o uno con sede in Norvegia come Runbox.


Per il telefono e i dispositivi è possibile utilizzare protezioni dello schermo e cover per fotocamera. Puoi anche disattivare il microfono del telefono e ​​utilizzare app come Dust o Signal per i messaggi privati inviando, così, solo messaggi crittografati.


Potete trovare altri strumenti per la privacy digitale qui.



Il telefono e le app al suo interno raccolgono segnali provenienti da molti punti dati diversi. Questi segnali influenzano, per esempio, il modo in cui gli inserzionisti ti reindirizzano, le pubblicità che ci appaiono online. Poiché altre persone possono accedere a questi dati in modo molto semplice, è necessario essere consapevoli e prudenti sulla tecnologia utilizzata e se i vantaggi che ne traggono superano la perdita di privacy.


La controversia sulla privacy dei nostri dati è senza dubbio un fenomeno del ventunesimo secolo, e genera risultati molto interessanti quando si scontra con un'altra meraviglia dei nostri tempi: i social media. I dati personali sui social media vengono utilizzati per reindirizzare gli utenti a prodotti o siti specifici, e controllare i tipi contenuti che guardano. Tuttavia, ciò non si limita, ovviamente, alla semplice pubblicità di prodotti e servizi come abbiamo già visto con Cambridge Analytica nel 2016.


Riguardo ai social


Ora abbiamo molte più possibilità di controllare le nostre ‘esperienza pubblicitarie‘ su Facebook rispetto a com’era nel 2016. Se non l’avete mai fatto, vi consigliamo vivamente di visitare la pagina: le tue preferenze relative alle inserzioni.


Nella parte superiore dello schermo, vedrai gli interessi che Facebook genera in base alle tue attività sul sito. Non è chiaro se alcune di queste categorie siano generate algoritmicamente o meno, mentre Facebook ci dice solo che si basano su azioni passate sulla piattaforma.


Ci sono circa 15 categorie in base ai tuoi interessi, roba abbastanza normale come hobby, cibo, viaggiare etc. Sono proprio gli interessi che ti ritrovi dentro a queste categorie che sono un po’ sconcertanti. I miei interessi, per esempio, includono argomenti come "Detersivi", "Trasporto Merci", "Alberi di Natale" e "Bottiglie di Vino".



Sebbene Facebook ti da l’opzione di rimuovere qualsiasi interesse associato al tuo profilo, non è un'impresa semplice. Dato che per ogni categoria mostrano solo 12 interessi alla volta, è un continuo premere ‘Vedi Altro’ facendo clic sulla X nell'angolo in alto a destra su ogni interesse individuale. Non esiste un’opzione ‘Seleziona Tutti’. Nonostante ciò, vi consigliamo di esplorare in dettaglio questa prima sezione per rimuovere quello che non vi serve.


Facebook ed Instagram usano inoltre i dati dai loro server combinati per mostrarti pubblicità pertinenti. Ci mostrano pubblicità in base a quello che sanno di noi: traggono dati da quello che facciamo su qualsiasi delle due piattaforme, ma anche in base a quello che fai su siti e servizi non associati a Facebook. Facebook Pixel è un pezzo di code invisibile inserito su quasi tutte le pagine che visiti online e raccoglie informazioni su di te, indipendemente dal fatto se tu abbia Facebook aperto o che tu abbia un account.


L’anno scorso, Facebook ha introdotto una nuova sezione chiamata ‘Inserzionisti che hanno caricato un elenco di contatti con le tue informazioni’ - un elenco di marchi che hanno raccolto i tuoi dati o che li hanno acquistati da qualcuno altro. Queste liste spesso includono attività locali apparentemente casuali da tutto il paese con le quali non hai mai interagito (pensa a un concessionario automobilistico in una regione in cui non hai mai messo piede).


Si scopre che queste aziende locali hanno acquisito le tue informazioni personali da broker di dati che fanno affari raccogliendoli e rivendendoli. I consumatori sanno poco su come vengono scambiate le loro informazioni e la privacy digitale e la raccolta di dati sono diventate una crescente area di interesse tra i regolatori federali e statali.


Anche qui: Facebook ti mostra solo 12 aziende alla volta e per rimuoverti dalle loro liste devi cliccare su ‘Visualizza i controlli’ e ‘Non consentire’ una per una.



> Mangiare sano (e bene) è possibile: una guida alla corretta alimentazione



Se vi fa fatica fare tutti questi clic, ecco una soluzione più veloce: vai su Impostazioni delle Inserzioni (sotto ancora) e fai clic su ‘Inserzioni basate sui dati raccolti dai partner’ e ‘Inserzioni basate sulla tua attività nei prodotti delle aziende di Facebook che vedi altrove’ e seleziona 'Autorizzazione negata'.


Gran parte di ciò che abbiamo già detto si applica anche alle app mobili di Facebook. Se vuoi limitare ciò che Facebook sa di te, è meglio non installare affatto le app mobili. In questo modo, autorizzi Facebook a registrare le reti Wi-Fi a cui ti colleghi, il tipo di telefono che hai, le altre app che hai installato e altro ancora, oltre a tutto ciò che fai su Facebook stesso.


Vai alla pagina delle autorizzazioni di Facebook — sotto App e notifiche e Facebook nelle impostazioni Android e sotto Facebook nelle impostazioni iOS — per bloccare l'accesso di Facebook alla posizione del tuo telefono, ai tuoi contatti, al microfono e alla fotocamera del tuo telefono e altro ancora.


Tieni presente che queste impostazioni non riducono il numero di pubblicità che vedi su Facebook, né eliminano i dati che Facebook ha ormai accumulato. Peró, impediscono agli inserzionisti reindirizzare a te quegli specifici dati.

Anche la portata di Facebook va ben oltre Facebook stesso. Ha collaborazioni con tutta una serie di aziende di marketing e reti pubblicitarie in modo che le attività su altri siti, incluso ma non limitato a accedere a un servizio di terze parti con il tuo account Facebook, possano essere combinate con il tuo profilo Facebook.


Non puoi interrompere tutta questa raccolta di dati, ma puoi frenarla.


Puoi ridurre, ma non eliminare, il tracciamento online di Facebook, Google e altre compagnie utilizzando i blocchi di annunci o il software anti-tracciamento. Puoi tutelare ulteriormente la tua privacy limitando la quantità di informazioni che offri volontariamente online su te stesso e sui membri della tua famiglia.


Tuttavia, le maggiori delle aziende tecnologiche non offrono strumenti efficaci per annullare la raccolta dei dati. Ad esempio, le impostazioni sulla privacy potrebbero consentirti di controllare se visualizzi inserzioni, ma ciò non influisce sul fatto che un'azienda raccolga e memorizzi informazioni su di te. Se hai intenzione di tenere i tuoi account online, limita la tua attività e diventa prudente suoi social media.


Smettila di fare check-in al solito bar di sempre, non taggare le foto e non compilare quiz che ti dicono quale a personaggio della Disney assomigli di più. Riduci al minimo le informazioni del tuo profilo e pensa due volte a condividere qualsiasi cosa. Al telefono, considera l'utilizzo di Facebook sul Web mobile anziché nell'app.



Facebook sa benissimo che gli utenti sono a disagio riguardo alle sue politiche di raccolta dati e sta cercando di distribuire strumenti che apparentemente offrono un maggiore controllo. In realtà, questi strumenti non fanno molto per quanto riguarda la raccolta dati, ma riguardano maggiormente il modo in cui tali dati vengono utilizzati per personalizzare gli annunci. Quindi, se non vuoi che Facebook sappia molto di te, devi davvero chiudere i tuoi account Facebook, Instagram e WhatsApp e non guardarti indietro.


Alcuni suggerimenti più generali sulla privacy (che però possono anche rallentare Facebook): usa un VPN per nascondere la tua posizione, blocca le impostazioni sulla privacy del browser in modo da non essere monitorato così ampiamente dai professionisti del marketing, usa la modalità di navigazione in incognito del tuo browser ovunque tu sia. Alla fine, però, l'utilizzo dei social media avrà sempre un costo, anche se non pagato in anticipo in euro.


I dati personali vengono spesso paragonati al petrolio: rafforzano le corporazioni più redditizie di oggi, proprio come i combustibili fossili hanno rafforzato quelle del passato. Ma i consumatori da cui questi dati vengono estratti raramente si rendono conto di quante delle loro informazioni vengono raccolte, chi può vederle e quanto valgono.


Studi mostrano che il 90% delle persone non leggono i termini e condizioni prima di accettarle. D’altronde, chi ha il tempo di leggere le 90 pagine di gergo legale prima di crearsi un account da qualsiasi parte?

In conclusione, a meno che non utilizzi un Nokia degli anni 2000 ed una macchina da scrivere, la tua tecnologia vorrà tracciarti, analizzarti e vendere i tuoi dati; quindi è importante essere consapevole del valore delle tue informazioni.



Leggi anche:


> Kosher stories: tutto quello che volevi sapere sui ristoranti Kosher


> Com’è essere una ragazza lesbica oggi, in una piccola realtà


#guida #istruzione #umani #consigli #curiosità

ABOUT               JOBS              SUBSCRIBE             CONTACTS

  • Facebook
  • Pinterest
  • Instagram

© Humangerie LLC