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Come uscire da un bad mood? Consigli e tecniche utili

Tutti, qualche volta, ci sentiamo malinconici, nostalgici o semplicemente con la luna storta. A volte senza alcuna ragione. Ma come uscire da questo senso di malessere? Ecco per voi una guida utile per allontanare i brutti pensieri.


Audrey Hepburn le chiamava paturnie, Miles Davis ha dedicato un intero album ai Blue Moods ma cosa fare quando non sapete nemmeno voi cosa avete però l’idea di vivere è lontana anni luce?

Cosa fare quando vi sentite depresse/i e l’unica cosa che volete fare è starvene li sdraiate/i con Netflix pensando a niente? Quando non avete mai sentito la parola misantropo ma non importa perché il mondo intero vi fa schifo? Quando tutto diventa semplicemente inutile e faticoso? Quando la vostra essenza e il vostro corpo diventano prigionieri di una malinconica nostalgia di tutto e niente che è tutto e niente al tempo stesso? È davvero utile uscire e sbronzarsi per dimenticarsi dei problemi oppure raggomitolarsi in una coperta come se non dovessimo uscirne mai più?


Non lottate e non negate questa sensazione. Decidere di non volersi sentire uno zerbino non significa prendere a calci e urla tutto ciò che ci fa sentire uno zerbino. La storia ci insegna che la guerra non è mai la soluzione. La comunicazione invece si, lo è. Perciò prima di tutto bisogna mettersi in una posizione di apertura e ascolto verso questa parte di noi stesse/i e capire come e perché ci si sente così e da dove viene. Per fare questo è utile rilassarsi quindi connettersi con sé stesse/i: corpo e mente, poi interrogare il proprio stato d’animo, analizzarlo, comprenderlo e finalmente cercare di rivoltare la frittata a nostro favore.


Per ascoltarsi e comprendersi è importante essere rilassate/i in uno spazio personale, in cui vi sentite sicure/i e tranquille/i. Questo spazio può essere un posto specifico dentro o fuori casa o un posto mentale. In giapponese esiste una parola間 (ma) che, oltre ad essere molto usata nell’architettura per la realizzazione di edifici in armonia con la natura, viene associato al concetto di spazio e tempo vuoto, in cui si può riposare la mente, meditare.

“Essere zen” non significa altro che essere coscienti del proprio intorno e di sé stessi e questo vuol dire accettare il caos, la pace, il tutto, il niente, il bianco e il nero.




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Dopo esservi rilassate/i, quando vi sentite in contatto con voi stesse/i potete iniziare a pensare che cos’è che vi fa star male, qual è la causa del vostro cattivo umore e comprendere il vostro stato d’animo.

Molto spesso la causa del cattivo umore è qualcosa di esterno a noi e l’impossibilità di predire o evitare questi eventi ci rende rabbiosi, depressi o malinconici di emozioni diverse. Per sentirsi meglio, però, non è utile lottare contro situazioni o persone esterne, allontanarle, negarle, reprimerle, anzi questo complica il tutto. La cosa migliore da fare è capire perché hanno questo potere su di noi, tale da avere effetti sulla nostra vita quotidiana.

Altre volte stiamo male per qualcosa di noi stesse/i che non ci piace, che vorremmo fosse diversa. Qui bisogna chiedersi perché ci sentiamo così e se cambiare è davvero quello che vogliamo oppure se non si tratti di un condizionamento sociale. La società ci spiattella in tutte le forme modelli di comportamento e stereotipi di bellezza che non vanno d’accordo con il nostro benessere psicofisico. È utile perciò riconoscerli e vederli per quello che sono: una delle miriadi di possibilità d’essere e chiederci invece chi e come siamo noi e chi e come vogliamo essere.


Ma quindi come fare per comprendere che diavolo ci sta succedendo e stare bene?


1. Parlare con noi stesse/i

Immaginate di uscire dal vostro corpo e guardarvi dall’alto del cucuzzolo di una montagna. Tutto diventa più piccolo, no? E forse anche più semplice e chiaro. Riavvicinatevi poi a voi stesse/i e iniziate questo dialogo. Parlare con sé stessi non è semplice ma è fondamentale. Essere sinceri al 100% significa levarsi quella maschera, quella corazza che noi tutte/i ci portiamo addosso per proteggerci dal mondo e guardarci per come siamo realmente. Si può parlare con sé stessi ad alta voce fregandosene che la gente ci veda come dei pazzi oppure si può anche farlo nel silenzio della nostra mente rimanendo però concentrati senza evitare ciò che ci fa stare male con altri pensieri.


2. Parlare con un amico/amica

La maniera più semplice di comprendersi resta esprimere a voce alta quello che sentiamo, liberamente e senza condizionamenti o timori. Lo si può fare con amiche o amici che sentiamo molto vicini e di cui ci fidiamo e che ci ascoltano attivamente e ci regalano una prospettiva esterna ma impegnata sui nostri problemi. Questo ci permette di vedere noi stessi e la nostra situazione dall’esterno e considerare aspetti che non avevamo preso in considerazione o che avevamo scartato e dialogare per comprendere meglio noi stessi insieme a qualcun altro.


3. Fare qualcosa di creativo

Un’altra possibilità è quella di dare una forma alle nostre sensazioni. Utilizzare le mani è un’attività estremamente utile che ci dà la capacità di trasmettere in una forma diversa dalle parole come ci sentiamo e man mano che l’oggetto prende forma, ci distanziamo e comprendiamo quello che ci sta succedendo. Ognuno sa quello che gli piace fare, ma non dimenticatevi mai di sperimentare. Cucinare per esempio è davvero rilassante, tagliare la verdura e cucinarla, mescolare gli ingredienti per una torta e vederne il processo di trasformazione, annusarli. Scrivere poesie, racconti, libri, frasi, un diario, qualsiasi cosa, di getto, a caldo e poi rileggere. Dipingere. Chi ha detto che per dipingere bisogna essere bravi? Vai a comprare fogli, teli, cartoni, pennelli, colori, tavolozze e libera la tua immaginazione. Suonare, oh suonare, utilizzare un altro linguaggio per esprimersi a cui si possono anche accompagnare parole! Oppure, vi ricordate da bambini a giocare con la creta, la plastilina, l’argilla? Perché non farlo adesso? Non c’è fine alla creatività!



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Prendetevi tutto il tempo che vi serve, non c’è fretta e non è qualcosa che si può fare alla svelta.

Una volta che avete chiaro che cos’è che vi fa arrabbiare, che vi infastidisce e rende nervosi e scontrosi, ciò che vi rende tristi, depressi, afflitti, frustrati, malinconici, ansiosi, nostalgici, ciò che riempie questa bolla di bad mood in cui vi trovate, bisogna decidere di stare bene.

Quindi chiederci cosa ci fa stare bene e come possiamo modificare la situazione attuale affinché possa darci beneficio, ma anche saper accettare ciò che non possiamo cambiare. È importante comprendere che non sempre possiamo agire direttamente sulle cose che non ci piacciono e ci fanno stare male ma allo stesso tempo possiamo fare in modo che dalla negatività possa venir fuori qualcosa di utile alla nostra crescita personale.

Nelle arti marziali si parla di 集中力 (shūchūryoku), ovvero della forza della concentrazione, infatti, per tirare un colpo è necessario concertare tutta l’energia del corpo in un solo punto.


Ecco, quello che bisogna fare è centrarsi, sentire sé stesse/i: mente, corpo, animo e lasciar fluire tutta la nostra energia come centro e parte del tutto.


1. Non pensare ma visualizzare

È utile non soltanto pensare ma visualizzare sé stesse/i stare bene. Ogni persona ha un’isola felice, che può essere letteralmente immaginarsi su un’isola deserta in tranquillità e pace oppure, ad esempio, quando si ha un obiettivo, immaginarsi dopo averlo raggiunto o milioni di altri luoghi, perché le possibilità sono letteralmente infinite se teniamo conto del fatto che siamo in continuo mutamento e crescita. Però chieditelo, cos’è che ti rende felice?


2. Farsi le coccole

Siamo animali sociali, il contatto con altri è necessario al nostro benessere. Farsi le coccole è una di quelle attività che fa stare bene. Baci e abbracci rilasciano serotonina, che è uno dei neurotrasmettitori che regolano l’umore, ed aumentano i livelli endorfine le quali hanno un potere analgesico ed eccitante. Se non c’è nessuno a farci le coccole possiamo farcele da soli, viziandoci un po’.


3. Uscire con gli amici

Come per le coccole, il beneficio che ci dà stare in compagnia è la manifestazione del carattere sociale della nostra umanità. In particolare, ridere abbassa i livelli di cortisolo (ormone dello stress), migliora l’umore e riaccende l’energia che è in noi. Perciò anche nei giorni più bui ricordiamoci di uscire e passare del tempo con persone che ci fanno stare bene.



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4. Piano d’azione

Per chi è più pragmatico e sente che per stare bene necessita liberarsi da un problema o una situazione, può essere utile mettere per iscritto o tenere a mente quali sono i fattori che determinano la situazione sgradevole in cui ci si trova e come fare per trasformarli in qualcosa di positivo e/o allontanare ciò che ci fa stare male.



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