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Essere depressi è passato di moda: ecco come diventare un fortunato ottimista

Basta parlare di quanto si è sfigati o di quanto la vita sia ingiusta con noi. Ecco una guida alla positività e ciò che le persone negative chiamano "fortuna". Possiamo tutti essere "fortunati" con la giusta attitudine nei confronti della vita, delle nostre scelte e di quello che ci succede.



Da tutta la vita mi viene detto quanto sono fortunata, che "non ho problemi", che tutto mi va sempre per il verso giusto. Volevo fare questo articolo per spiegare a chi è "sfigato", depresso, o pensi che la vita sia sempre ingiusta con lui, che la fortuna non esiste; si chiama semplicemente positività. Certo che non è semplice svegliarsi ogni mattina e non pensare che il mondo faccia schifo, sorridere anche quando ogni tua certezza è andata in fumo, ma è assolutamente possibile e plasma tutto il resto della tua vita e delle tue scelte, per questo è importante.


Non sono una psicologa e nemmeno una life-coach e non voglio fare nessun inutile discorso motivazionale per promuovere il pensiero positivo. Voglio solo spiegare da una persona normale piena di problemi ad un’altra che vedere il bicchiere mezzo pieno è possibile e che non serve essere nessuno di speciale per essere "fortunati" e avere una vita (relativamente) felice.



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Cosa vuol dire essere positivi


Bisogna capire che essere ottimista, positivo, fortunato o come lo vogliamo chiamare non implica assolutamente l’assenza di problemi, ma è semplicemente un modo diverso di guardare i problemi. Nessuno dei vostri amici con il sorriso sempre stampato sulla bocca ha una vita perfetta, anzi, spesso sono sempre le persone più complicate ad essere in grado di capire e reagire ai problemi con più forza e quindi apparente “positività”.



Se fai parte della categoria della vita fa schifo, ti svelo un segreto: il soggetto positivo non guarda al problema, ma si focalizza sulle possibili soluzioni. Questa è forse il fattore più importante che delinea la differenza i due tipi di attitudine. Spesso noi ottimisti veniamo visti come troppo sognatori, con la testa fra le nuvole; la verità è che siamo semplicemente in moto perenne per venire incontro alla costante concatenazione di problemi che la vita ti presenta, o per tappare quei buchi di insoddisfazione che fanno parte della vita di ogni singolo essere umano.


E qui è importantissimo capire un’altra cosa: essere positivo non significa ignorare i problemi. Tanti mi considerano spesso superficiale, sconsiderata, irresponsabile. La verità è che ci sono delle cose realizzabili e delle cose irrealizzabili nella vita; mollare quelle irrealizzabili non ti rende stupido, ma realista, ed è anche attraverso il processo di capire cosa si può e cosa no che si costruisce l'ottimismo. Rincorrere all’infinito qualcosa di impossibile non porta alla soddisfazione del ‘almeno ci ho provato’ (ovviamente è tutto relativo alla situazione, provare è fondamentale nella vita!), ma ti porta ad un vortice di insoddisfazione personale in cui ti senti un’idiota perché non riesci a compicciare niente. Capire i tuoi limiti e le tue possibilità ti libera dalla pressione sociale e dalle insicurezze che hai verso te stesso.




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Con queste due importanti caratteristiche, otteniamo l’identikit della persona positiva: l’ottimista non ha paura a lanciarsi e rischiare perché troverà sempre un modo di cavarsela piuttosto che chiudersi a guscio e piangersi addosso, ma è capace di farlo anche perché una volta tentato l’impossibile riconosce i suoi limiti e passa al tentativo successivo, piuttosto che puntare su una sola sicurezza per tutta la vita.


Questa è una perfetta spiegazione dei tre diversi tipi di soggetti, prendendo la metafora del bicchiere come esempio:

  • Il pessimista, lo vede mezzo vuoto e si lamenta che l’acqua non sarà sufficiente.

  • Il realista dice che è pieno per metà, oggettivamente, e sa che l’acqua non sarà sufficiente.

  • L’ottimista pensa che ci sia mezzo bicchiere d’acqua, lo beve e va a cercare la fonte da cui è stato riempito.

Cosa vuol dire essere negativi


Non posso”, “Non riesco” oppure “Non sono abbastanza bravo”, sono le classiche frasi che ti portano nel buco nero dell'attitudine negatività. Chi te l’ha detto quanto devi essere bravo per fare qualcosa? Chi ti ha detto che non ce la puoi fare? Chi ti ha mai detto come sono quelli che "ce l’hanno fatta"?


Questa tendenza a doversi perennemente paragonare agli altri e guardare i successi altrui come un podio irraggiungibile è tipico di chi è negativo e che quindi non si sente all’altezza di poter raggiungere ciò che chi stima è invece riuscito ad ottenere.



Dall’albo della mia esperienza posso assicurare questo: creare o fare cose non significa essere più bravi o capaci, significa solo sapersi buttare. Io ho fallito in più della metà delle cose che ho provato a fare, ma nessuno l’ha mai capito per via del mio atteggiamento e mai mi ha buttata giù perché ho sempre continuato a fare. E’ anche così che si crea il successo, ed è per questo che chi è negativo si sente “meno fortunato”: la fortuna non arriva, non esiste, si crea.


Per questo di solito le persone negative si fissano risultati irragiungibili: hanno una scusa per non avercela fatta e danno la colpa alla sfiga. L’atteggiamento negativo porta a rimanere sempre chiuso in un ambiente poco stimolante perché l’apertura alla novità potrebbe causare altri insuccessi. Si tende anche ad usare la ‘sfortuna’ e le disgrazie vissute come scudo: problemi familiari, relazionali, sono il motivo per cui tutto nella vita è andato male. No.

Come ho detto, non esiste il non avere problemi e qualunque trauma infantile tu abbia vissuto non determina per forza un’esistenza fatta di sole sofferenze.

Quindi, continuare a rimuginare sugli insuccessi non porta da nessuna parte, solo ad un’altra serie di insuccessi.



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Inoltre, essere negativi porta pure a distruggere le “fortune” altrui: i soggetti negativi analizzano i comportamenti degli altri giudicandoli in un certo modo per sentirsi meglio con loro stessi. Spesso ti capiterà di sentir dire che quello ‘è pazzo’ o ‘non capisce niente’ o ‘ce l’ha fatta solo perché’… in un mondo dove te in primis non sei aperto verso la felicità di qualcun altro (successo, o genere di atteggiamento che sia) non puoi aspettarti di ricevere un certo tipo di trattamento. Al contrario, continuerai a ritrovarti sempre in mezzo a chi ‘non ti capisce’, ti fa torti, non sa come vivere etc.



Inoltre, il soggetto negativo tende a non cercare informazione, ma solo opinioni: lo scopo è confermare il suo punto di vista, non vedere la realtà delle cose. Questo porta spesso anche ad un eccessivo ego perché non si sente abbastanza amato o compreso e quindi cerca negli altri l’affermazione che dà a se stesso.


“L’eccesso di ego è l’antitesi della vera autostima: si nutre solo degli elogi altrui, che a loro volta hanno un carattere sottomesso e influenzabile. Entrambi i tipi di personalità si alimentano a vicenda e si fomentano.”

Ma quindi, cosa bisogna fare e perché è così importante trovare un po' di ottimismo nella vita?


Voi avreste voglia di stare costantemente accanto a qualcuno che si lamenta di continuo e vuole solo far capire quanto la vita sia ingiusta con lui? Non penso,


Forse è solo un mio punto di vista, ma credo fermamente che un atteggiamento positivo plasmi la tua personalità e ciò, e chi, ti sta intorno. Il modo cui si reagisce ad una certa cosa, il modo in cui si supera, si ottiene o si cambia una certa situazione è tutto nelle nostre mani e nel modo in cui vogliamo affrontarla. Stare sul letto a guardare il soffitto e pensare che non ce la faremo mai, davvero ci porterà a non farcela mai. Uscire dal letto comprare un biglietto aereo e partire, magari si. E questo è l’eccesso, ma basta partire dalle piccole cose: se il giorno prima ci siamo incazzati al lavoro e siamo tornati a casa a mangiare gelato e piangere davanti a Netflix, o fumarci una canna in solitudine pensando ai dolori della vita, il giorno dopo a casa non ci torniamo nemmeno e andiamo direttamente a farci una birra con gli amici o una passeggiata in un posto che ci rilassa. Dopo una settimana forse saremo in grado di licenziarci e tentare un nuovo lavoro. Se andrà male anche quello dormiremo sul divano dell’amico per un mese finché non arriverà il prossimo. Si vive una volta sola e nessuno ci vieta di tentare il cambiamento in vista di una vita più soddisfacente e cambiare strada se non va a buon fine.



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La verità è che se si è felici, o ci si prova, tutto attorno a noi sembra migliore: la positività è capace di proiettarti verso il futuro e poter sognare in santa pace. Esiste sempre la soluzione ad un problema e sarai più fiducioso di trovarlo se impari ad avere un atteggiamento positivo.


In più, quando si è sicuri di poter raggiungere un certo obbiettivo le nostre prestazioni aumentano e davvero lo si riesce a raggiungere la maggior parte delle volte. Le nostre emozioni sono il denominatore fondamentale delle nostre scelte, azioni e risultati. Quindi impara a fregatene di quello che ti succede attorno, ma dai importanza solo a ciò che pensi tu. La negatività influisce esponenzialmente sulla lucidità mentale ed è un’altro dei motivi per cui le persone positive sembrano a volte più intelligenti o brillanti. Ma non è vero.


E’ difficile dare un vero consiglio sul cosa fare per avere un atteggiamento positivo senza sembrare banali o smielati. Ogni cosa come ‘svegliati col sorriso’, ‘trova un routine che ti soddisfi’ sembra una cazzata quando davvero ti senti ogni giorno come se ti stesse per crollare il mondo addosso. Quello che posso dire è semplicemente di cercare di analizzare come e perché una situazione potrebbe essere facilmente trasformabile da negativa a positiva, proiettare costantemente nella tua mente soluzioni a ciò che ci rende tristi, e prendere immediatamente una posizione a riguardo. Penserai dopo alle conseguenze, una soluzione si troverà in ogni caso: se avevi così bisogno di lasciar andare una certa situazione probabilmente ne sarà valsa la pena.


E’ importante trovare equilibrio e non cercare di “emulare le persone positive” diventando inutilmente impulsivi, esagerando con l’egocentrismo per sembrare felici o cose del genere. Bisogna imparare a conoscersi e capire cosa ci renderebbe soddisfatti e sereni e da lì cercare di ottenerlo, in un modo o nell’altro, con tutte le sofferenze e le conseguenze che comporterà. Nessuna felicità arriva senza sforzo, mai.


La vita è una soltanto e crogiolarsi nella depressione, far scorrere il tempo alimentando il niente e l’assenza di soddisfazioni non crea che ulteriori insuccessi ed insoddisfazioni. Quindi, prendi in mano le redini della tua vita e affronta ogni problema come se non fosse mai l’ultimo.


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