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Essere single non vuol dire essere solo, anzi (spesso) ti rende anche più felice.

Da alcuni recenti ricerche è emerso che essere single non è la piaga della società che pensavamo. Anzi, è stato appurato che chi è single è, molto spesso, più felice.



Viviamo in un mondo che, bene o male, è ancora ancorato ad alcuni concetti ancestrali che delineano il giusto e lo sbagliato nella nostra società. L’essere single, o meglio il “non essere single”, ricade esattamente in uno di questi costruiti sociali secondo il quale sposarsi o stare insieme a qualcuno è normale, mentre desiderare di stare da soli, o essere felici da soli, è strano.


I single sono spesso visti come persone tristi, immature o inadatte. La vita di coppia è idealizzata come la realizzazione, il punto culminante di una vita finalmente completa.


Non è così, e andiamo a vedere perché.


Partendo dalle ultime ricerche del sociologo Elyakim Kislev vediamo subito come è facile demistificare certi miti legati all’essere single.


Stare insieme a qualcuno non vuol dire essere più realizzati e responsabili

L’immagine negativa dell’eterno ragazzino che non ha voglia di impegnarsi sta passando di moda: stare da soli, al contrario di ciò che è stato inculcato nella nostra mente dall’inizio dei tempi, non vuol dire non sapersi dedicare a qualcosa a pieno, ma anzi di avere molta più libertà di scelta e controllo su ciò che si fa. I single non sono persone tristi e senza vita, ma persone spesso più soddisfatte del loro lavoro, che hanno più autocontrollo e che hanno saputo trovare gratificazione in loro stessi, senza dover cercare un costante supporto prima di agire.


Nella nostra società è molto più normale qualcuno che dica di volersi sposare piuttosto che rimanere da solo. Quando qualcuno non mostra interesse nel voler trovare un partner per la vita lo percepiamo come “strano”. Perché? Siamo cresciuti con un set di valori che tutti condividiamo e il bisogno di trovare un partner fa parte di questi. Voler rimanere single non fa parte di questo bagaglio culturale e quindi, non potendo condividere questo valore (con la maggior parte delle persone), chi è single finisce ad essere percepito come “problematico”.



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Al contrario, chi non si “sforza” a doversi adattare a questo schema predefinito, conduce una vita molto più naturale, evitando di sposarsi per motivi sbagliati, di tornare con l’ex perché non si sa con chi altro stare, di lasciare da parte i sogni per dedicarsi alla famiglia. I single riescono a creare strutture sociali molto più solide, ad avere amici più veri, a sentirsi molto più appagati da quello che fanno perché capaci di sostenersi da soli e avere spazio e possibilità per fare ciò che più li rende felici.



Inoltre, portare avanti una relazione o una famiglia è visto come segno di responsabilità perché abbiamo bisogno di qualcosa di tangibile per definire una persona “responsabile”. Però, malgrado la società stia cambiando e i nostri meccanismi di connessione siano sempre meno tangibili, la nostra mentalità non è cambiata di pari passo con sviluppo della realtà e di conseguenza non siamo ancora pronti ad abbandonare certi schemi mentali; come spiega Elyakim Kislev a Vice.


Essere single non vuol dire essere più egoista o solo

Un’altra importante lezione da imparare è che i single non sono affatto più egoisti o soli. Sempre dalle ricerche di Elyakim Kislev è emerso che i single si dedicano molto di più ai propri genitori e ai loro amici. Sono molto meno soli perché non hanno messo da parte gli amici di un sempre per dedicarsi al partner solamente, e così non si ritrovano a 50 anni dopo un matrimonio fallito abbandonati a loro stessi con le certezze di una vita andate in frantumi.

Essere single ti fa imparare a come muoverti autonomamente, a come creare legami profondi e valori senza che questi siano legati ad un solo essere umano alla volta, ma a dare e ricevere felicità da, e a, diverse persone allo stesso tempo.



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Avete presente come quando state con qualcuno la vostra vita sociale magicamente si stoppa e i vostri amici iniziano a lamentarsi che siete scomparsi? E poi, sempre magicamente, vi lasciate, e dal giorno dopo tornate alla vita e volete sbronzarvi ogni sera con i vostri loro?

Ecco, smettete di farlo e imparate dai single a non abbandonare la vostra sfera personale: vi rende infelici ed è sempre complicato rompere e ricostruire continuamente qualcosa, che sia costruire una nuova relazione o riprendere una vecchia amicizia. Passare un tempo consistente (dico consistente perché non bastano due settimane) da soli potrebbe essere una medicina naturale per l’equilibrio emotivo e la motivazione personale. Riscoprire cosa vuol dire avere autonomia nelle proprie scelte, tempo da dedicare ai sogni e agli amici senza dover rispondere a niente e nessuno è un toccasana per lo sviluppo e la crescita personale.

Essere single non vuol dire essere solo, anzi, quindi non avere paura.


Siamo tutti molto più single

Ad ogni modo, la società, almeno in parte, sta cambiando. Siamo tutti molto più single, perché la vita richiede ritmi e fasi diverse. Da un lato la questione della donna ha cambiato tantissimo i rapporti: da quando le donne possono essere indipendenti e non per forza legata al sostentamento di un uomo, tantissime scelgono di rimanere single e condurre una vita autonoma. E, da sottolineare, sono felicissime (più degli uomini), come emerge sempre dalla ricerca di Elyakim Kisle.

In più, stanno cambiando anche i ritmi di vita in generale: oggi prima di costruirsi una carriera bisogna completare un piano di studi e spesso esso richiede tempo, spostamenti, cambi di paese. Di conseguenza, i tempi "di vita" si sono allungati e (spesso) non si cerca un partner fisso perché andrebbe ad intaccare il nostro percorso.


Comunque, ancora siamo lontani da una percezioni positiva dell’essere single, ancora si sta da soli per “dovere”, perché “non si ha tempo” di avere un partner, dobbiamo sempre giustificare il perché siamo soli al momento. Pensare di stare meglio single che in coppia non è qualcosa che riusciamo ancora a concepire come un valore aggiunto piuttosto che levato.



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