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Ogni settimana di lockdown che passa chi beve tanto, beve di più (molto di più)

Sono state messe a confronto tre categorie di persone: i binge drinkers (cioè forti consumatori di alcolici), non-binge drinkers (consumatori di alcolici non eccessivi) e i non bevitori, ed ecco cosa è successo.



Se anche voi fate parte della categoria di bevitori abituali che continuano a chiedersi “ma bevevo così tanto anche prima?” “sto diventando un alcolista col passare di questi lockdown?” ecco che finalmente abbiamo una risposta: è stato diffuso il primo studio che ha portato luce sulla relazione tra lo stress indotto dalla pandemia del COVID-19 e il binge drinking.

E i risultati sono abbastanza preoccupanti.


Lo studio

L’indagine condotta dai ricercatori della University of Texas Health Science Center School of Public Health di Dallas ha misurato il cambiamento, durante la pandemia e i risultati lockdown, nel consumo di alcolici e nel binge drinking - per binge drinking si intende, in questo caso, l’assunzione nell’arco di due ore di cinque o più bevande alcoliche per gli uomini, e quattro o più per le donne.


Sono stati messi a confronto tre categorie di persone: i binge drinkers (cioè forti consumatori di alcolici), non-binge drinkers (consumatori di alcolici non eccessivi) e i non bevitori.


La ricerca è stata condotta da metà marzo a metà aprile 2020 su quasi 2,000 persone sopra i 18 anni; tenendo in considerazione il tempo passato in casa, il numero di persone e bambini con cui ciascuno conviveva, la situazione lavorativa ed economica correlata al lockdown ed eventuali manifestazioni di episodi di depressione relativi alla quarantena.



> Lockdown e stanchezza: perché stando chiuso in casa sono più stanco di prima?




Purtroppo è vero: chi beveva, beve esponenzialmente di più

I risultati parlano chiaro: i binge drinkers bevono molto più, con un rischio di aumento nelle “abitudini alcoliche” del 60%, a confronto dei non-binge drinkers che si fermano al 28%. Inoltre, per ogni settimana di lockdown, si è registrato un ulteriore incremento del 19% delle probabilità di aumento nel consumo di alcolici nei binge drinkers.


Altri dati ci confermano che, durante il lockdown, i binge drinkers hanno bevuto una media di quattro drink ad occasione (quindi nell’arco di due ore) a confronto dei non-binge drinkers che ne hanno bevuti solo due.


La media del numero massimo di drink ogni due ore è di ben sette per i binge drinkers, e due per i non-binge drinkers.



Un fattore determinante per limitare i danni sono risultati i figli, che hanno diminuito il rischio di bere tanto del 26%.


In Italia

Lo studio è stato effettuato solo su cittadini statunitensi e infatti si necessita di un ampliamento delle indagini per confermare la validità di questi dati su scala globale.


In Italia quello che sappiamo finora è grazie ad alcuni dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che ha segnalato come le vendite di alcolici fossero aumentato del 180% durante il picco della prima ondata la scorsa primavera. Dato abbastanza spaventoso di per sé, direi.





Beh, considerato questi dati potresti sentirti molto male, o molto meno solo, ma molto più male. Adesso prova pensare a quale categoria appartieni - quanti drink bevevi in media nell’arco di due ore? - e poi valuta se questo numero sia mutato o meno durante questa (ormai molto lunga) pandemia.

Ti senti un vero alcolizzato? Si, anche io.



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