• Alice Zanfardino

Il fenomeno Content House sbarca in Italia: che cosa sono?

Siamo nel 2020 ed ecco che nascono le content house, posti dove il Grande Fratello non è più un'entità esterna e superiore ma lo sono i suoi stessi ospiti.

Sì avete letto bene.



10 persone qualunque, sconosciute tra di loro, con età massima di 35 anni e professioni molto diverse (dal cuoco allo studente, dall'artista alla bagnina) vengono chiuse in una casa per 99 giorni. La convivenza viene spiata costantemente dalle telecamere, dai microfoni e dal pubblico, che ha il potere di decidere attraverso il televoto chi eliminare e chi mandare avanti nel nel gioco. Tutto ciò che accade all'interno della casa può essere seguito su più fronti: in diretta costante per tutta la durata del gioco su Stream TV, alcuni episodi salienti selezionati da Canale 5 e trasmessi in fasce orarie distinte, sul portale di Internet Jumpy e acquistando ogni sabato in edicola la rivista ufficiale della trasmissione. Era il 2000 e in Italia andava in onda la prima edizione del Grande Fratello, che con la puntata finale ottenne un ascolto medio di 16 milioni di spettatori (pari al 60% di share). Ammettiamolo chiunque all'epoca fosse in età da tv ha seguito più o meno assiduamente le vicende dei concorrenti. Da allora sono passati 20 anni e 16 edizioni, si è aggiunto nel 2016 lo spin off Grande Fratello Vip e anche un'altra serie di reality che ormai non fanno più scalpore ma sono la normalità all'interno del palinsesto televisivo. Eccoci arrivati in un batter d’occhio al 2020, l'anno che per tutti sarà ricordato come quello della pandemia, ma anche l'anno in cui spopolano le content house. Dove il Grande Fratello non un'entità esterna e superiore ma lo sono i suoi stessi ospiti.

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Content House, Creator House, Collab House, Tik Toker House, non c’è ancora un nome univoco ma il fenomeno si sta diffondendo a Los Angeles (ne parlava già Il Post a inizio 2020 chiamandole comuni) dove le case abitate da creator digitali sono sempre più numerose e conosciute: Sway House (la prima, dove abitano 6 tik toker made in USA), Hype House (sempre sulla falsa riga della prima), Girls Valley (dove vivevano solo ragazze ma il co-living non è proprio andato come si pensava), Glam House (popolata da ragazze seguite per il settore beauty), Fenty Beauty House (lanciata da Rihanna). Sono spazi creativi dove vivono h24 gli influencer popolari su piattaforme come YouTube, Instagram e Tik Tok, per i quali il numero di follower è altissimo e sommato tra i suoi abitanti raggiunge delle cifre da capogiro.



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Ora il fenomeno è arrivato anche in Italia, precisamente a Milano con la Defhouse dove dal 19 ottobre abitano 8 ragazzi di 17 anni: Florin Vitan, Davide Moccia, Tommaso Donadoni, Marco Bonetti, Alessia Lanza, Jasmin Zangarelli e Simone Berlini. Nomi che possono non dire nulla ma che in poche parole appartengono ai tik toker più seguiti d’Italia, i quali riprendono in modo creativo tutto quello che fanno.

Defhouse è la prima content house non solo d’Italia ma anche d’Europa.

I suoi abitanti ricevono tantissime attenzioni dai loro followers ma anche dalle aziende che fanno di tutto per figurare nei loro video con prodotti da sponsorizzare.

Le dimore (da sogno, il sogno della generazione Z) vengono pagate dalle agenzie di creator digitali per farci vivere i talenti digitali.

Dove la vita quotidiana e reale di tutti i giorni si fonde con quella online, diventando un continuum spazio temporale di racconto digitale.



“Come un collettivo, i ragazzi cucinano insieme, dormono insieme, producono contenuti insieme, e pensano nuovi progetti insieme. Un laboratorio pazzesco, dal punto di vista creativo. Un trampolino micidiale, dal punto di vista economico, che apre a nuove partnership con i brand, operazioni di merchandising, eventi live, sviluppo di nuovi format tv o cinematografici” racconta Francesco Oggiano nella sua ultima newsletter.

Non è qualcosa di completamente nuovo ma unisce dei concetti che già conoscevamo: quello di persone che vivono insieme in un reality e quello di concept house, dove il design e l’estetica sono importantissimi e seguono un filo conduttore.

E nel 2020 la casa è più che mai al centro di tutto: lo stava già diventando in modo naturale ma i lockdown a livello globale hanno dato una netta accelerata.

Quando sarà possibile sicuramente questo tipo di case saranno aperte al pubblico permettendo incontri e percorsi di fusione tra online e offline.

Ora si accettano scommesse: dove nascerà la prossima content house?



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