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L'artista che fotografa con la vagina ci ha concesso un'intervista: ecco il mondo di Dani Lessnau

Dani Lessnau, artista di fama mondiale, è riuscita a fotografare i suoi partner attraverso la sua vagina, sfidando i confini dell'arte e della femminilità. Oggi ha direttamente risposto ad alcune delle nostre domande per sfatare qualche mito riguardo al progetto e svelarci come, effettivamente, l'ha realizzato.



In un articolo precedente vi avevamo presentato uno dei progetti fotografici più strampalati ed interessanti degli ultimi tempi: Dani Lessanu, artista di fama mondiale, ha trovato il modo di diffondere il suo sguardo attraverso l’unico oggetto che un uomo non possederà mai, la sua vagina. Tra sguardo femminile e arte all'avanguardia Dani ci ha dato un nuovo punto di vista sulle relazioni, sull'amore e sul modo di vedere e percepire il corpo.


Ecco che dopo averla contatta, Dani ha risposto ad alcune delle nostre domande. E' molto interessante, ed un onore, avere finalmente un punto di vista diretto e personale su questo progetto che ha sconvolto il mondo dell'arte e non solo.



H: Ciao Dani, grazie mille per rispondere alle nostre domande! Inizierei chiedendoti, come ti sei sentita a scattare queste foto? Sicuramente non dev'essere come avere una macchina fotografica tra le mani...


D: C'era una gloriosa e disordinata carnalità nell'esperienza.

L'imbarazzo della posizione; la penetrazione della macchina fotografica, che a volte il mio corpo ingoiava abbracciandomi da dentro come una trappola per mosche di Venere, mentre altre volte quello stesso corpo lottava per gettarlo fuori come se fosse respinto.

C'è stato un iniziale nervosismo con alcuni dei miei partner, ma dopo che il primo fotogramma è stato esposto, è svanito.

Ho provato una sensazione simultanea di potere sullo spazio e impotenza sul processo.

C'era anche un elemento inquietante o spirituale di compenetrazione dei corpi, qualcosa al di là del razionale, che sfugge alla traduzione in un linguaggio o in una materia.


H: Hi Dani, thank you very much for answering to our questions! I'd start by asking you, how did you feel about taking the pictures? Surely it doesn't have to be like having a camera in your hands...

D: There was a glorious messy carnality to the experience.

The awkwardness of the position; the penetration of the camera, which at times my body would swallow, hugging it into me like a Venus fly trap, while at other times that same body would fight to kick it out of me as if repulsed.

There was an initial nervousness with some of my partners but after the first frame was exposed, that evaporated.

I felt a simultaneous feeling of power over the space and powerlessness over the process.

There was also an an element of the uncanny or spiritual interpenetration of bodies, something beyond the rational, that eludes translation into language and matter.


(From danilassnau.com)


H: I tuoi partner si sono sentiti strani a fare le foto? Nella nostra società potrebbe essere considerato come un’uccisione della loro mascolinità.

D: Ognuno aveva una risposta diversa a quella che era diventata una sorta di performance. Molti di loro erano molto coinvolti nel processo, altri volevano vedere subito le loro immagini. Nessuno mi ha mai espresso che si sentiva impotente, piuttosto c'era un'atmosfera di liberazione condivisa che era palpabile nello spazio.


H: Were the men weird about taking the pictures? On a society level might be considered as a kill off their masculinity.


D: Everyone had a different response to what had become a sort of performance. Many of the them were very into the process, others wanted to see their images right away. No one ever expressed to me that it felt disempowering for them, rather there was an air of shared liberation that was palpable within the space.


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H: Questo processo “uccideva” la libido o aiutava a sollecitare l’eccitazione?

D: Le nostre libido erano imprevedibili e non necessariamente sempre sulla stessa lunghezza d'onda!

Gli uomini provenivano da momenti diversi della mia vita, quindi le storie che condividevamo hanno avuto un impatto nel diverso tipo di esperienza vissuto.

Quando mi trovavo in uno stato di eccitazione veniva alimentato da molti fattori; l'elemento del gioco, l'essere visto, il percepire le sottili cariche elettriche che circolano in uno spazio tra i corpi, e il mio respiro mentre trovava il suo ritmo con la macchina fotografica.


H:Was the libido ‘killed’ or it helped building up the sexual arousal?


D: Our libidos were unpredictable and not necessarily always on the same wave length either!

The men were from different moments in my life and our histories played a role in the experience.

When I did find myself in a state of arousal it was fed from many directions; the element of play, being seen, sensing the subtle electric charges that circulate in a space between bodies, and my breath as it found its rhythm with the camera.



H: E cosa pensi dei tabù sessuali? Questo progetto era una sorta di critica al modo in cui la società vede e sperimenta la sessualità, o era più una scoperta personale?

D: Ovviamente era personale, ma era anche molto di più.

Diffido della parola critica. Piuttosto che sottrattivo, vedo il lavoro come qualcosa di addizionale; un invito a giocare con la percezione carnale e come nutrire questa sottile consapevolezza possa influenzare il modo in cui viviamo nei nostri corpi l'uno con l'altro.


H: And what do you think about sexual taboos? Was this project a sort of critique to the way our society sees and experiences sexuality, or was it more a personal discovery?


D: Of course it was personal, but it was also much more than that.

I am wary of the word critique. Rather than subtractive, I see the work as addictive; an invitation to play with embodied perception and how nurturing this subtle awareness can influence how we live in our bodies with one another.


(From danilassnau.com)


H: Per concludere, puoi gentilmente spiegarci come hai fatto queste foto?


D: Ho posizionato il bacino in modo da stare di fronte al mio amante e ho allargato le gambe mentre inserivo la telecamera stenopeica nella mia vagina. Ogni telecamera era ricavata da un vecchio contenitore di pellicola che ho caricato con un unico pezzo di pellicola 4x5 che ho tagliato e strappato al buio in una forma casuale, percepibile solo attraverso il tatto, non avendo idea di quale fosse la parte superiore o inferiore del fotogramma. Le esposizioni sono durate da 1 a 2 minuti a seconda della luce nella stanza, mentre, contro i desideri naturali del mio corpo, ho cercato di rimanere il più ferma possibile e ho chiesto al mio amante di fare lo stesso.


H: And lastly, can you kindly explain how you took those pictures?


D: I positioned my pelvis to face my lover and spread my legs as I inserted the pinhole camera into my vagina. Each camera was made out of an old film canister which I loaded with a single piece of 4x5 film that I cut and tore in the dark into a haphazard shape, perceptible only through touch, confusing any notion of the top or bottom of the frame. The exposures lasted 1 to 2 minutes depending on the ambient light in the room, while, against the natural wishes of my body, I strived to hold as still as possible and asked my lover to do the same.



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