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Esplorando la psicomagia per comunicare con il nostro inconscio

Nonostante la realtà della vita ci faccia sentire spesso ingabbiati ed intrappolati, non è così. E’ solo un illusione, una che forse non abbiamo gli strumenti giusti per affrontare. Ed questo è quello che cerca di insegnarci Alejandro Jodorowsky con i suoi atti di psicomagia.



Drammaturgo, regista, scrittore, sceneggiatore di fumetti, padre di cinque, specialista nella lettura di tarocchi, mimo e clown del cabaret il 91enne Alejandro Jodorowsky non si è mai fatto limitare dagli schemi tradizionali della vita.


Jodorowsky crede che come l'informazione genetica viene tramandata di generazione in generazione attraverso il DNA, ogni persona ha anche un 'DNA psicologico' che agisce in modo simile. Egli sente che il dramma e la poesia sono collegati direttamente al subconscio e, usando la terapia psicomagica, una persona può essere liberata da qualsiasi blocco psicologico.


Traendo ispirazione da poeti Cileni negli anni '40, Sigmund Freud, Carl Jung e dalla magia nera radicata in Messico, Jodorowsky ha creato la pratica della psicomagia per guarire l'inconscio partendo dall'atto poetico e arrivando a quello teatrale e a quello onirico.


Ha applicato alla vita diurna gli insegnamenti ricevuti in sogno, per poi introdurli nella pratica della psicomagia. Si è sforzato di essere fedele giorno dopo giorno a ciò che gli veniva concesso di capire in sogno.


Lo studio del sogno lucido gli ha insegnato a confrontarsi con il mostro dentro di lui. Aveva capito che nella vita quotidiana non doveva farsi ingabbiare dagli schemi. La realtà di ogni giorno non è rigida o, per meglio dire, lo è soltanto nella nostra mente, nel concetto che abbiamo di essa. Se ci sentiamo legati, stanchi di muoverci sempre all'interno dello stesso ambiente, abbiamo il potere di cambiare. Il sogno lucido gli ha insegnato a muoversi all'interno di una realtà duttile nella quale ha potuto produrre qualsiasi mutamento, qualsiasi trasformazione, dipendendo solo dalla sua intenzione.




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Nella psicoanalisi tradizionale non si fa altro che tentare di decifrare e interpretare con il linguaggio corrente i messaggi inviati dall’inconscio. Lui agisce al contrario: invia messaggi all’inconscio utilizzando il linguaggio simbolico che gli è proprio. Nella psicomagia spetta all’inconscio decifrare l’informazione trasmessa dal conscio e noi stessi bisogna imparare a parlare il linguaggio dell’inconscio per poi, coscientemente, inviargli dei messaggi.


In una seduta con lo psicoanalista, il consultante deve rivisitare i propri sogni per scoprire un ricordo ben sepolto nelle profondità della sua memoria. Lo psicoanalista trasforma i messaggi mandati dall'inconscio in un discorso razionale, però una volta scoperte le cause dei propri sintomi, non svaniscono all'improvviso. La psicomagia propone al consultante di agire e non solo di parlare.


Un atto di psicomagia è spesso una sceneggiatura teatrale e metaforica ben precisa, dove lo spirito cosciente comunica con la sua parte inconscia attraverso principi in apparenza paradossali, creativi e onirici. Ciò consente di agire per analogie, mettendo in comunicazione il mondo razionale della ragione (cervello sinistro) con il mondo irrazionale dell’inconscio (cervello destro) altrettanto reale anche se non tangibile.




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Jodorowsky ha iniziato a proporre atti di psicomagia ai suoi consultanti durante le letture dei tarocchi, creandoli 'su misura' in base al problema, al carattere ed alla storia genealogica della persona. Queste consulenze gratuite duravano tipicamente un'ora e mezzo e, terminate le letture, gli chiedeva come forma di pagamento di tracciare con l'indice sul suo palmo della mano la parola 'grazie' e di mandargli una lettera descrivendo la conversazione che hanno avuto durante la seduta.


Usando i tarocchi come un test proiettivo, permetteva a Jodorowsky di individuare i bisogni di una persona e localizzare la radice dei suoi problemi, portando alla luce le loro difficoltà inconsce. Lavorando con lui, le persone acquistavano coscienza della propria identità, delle proprie difficoltà, di ciò che le spingeva a comportarsi in certe maniere. Gli obbligava a muoversi in lungo e in largo all’interno del proprio albero genealogico, al fine di dimostrare l’origine ancestrale di certi malesseri. Secondo lui, non poteva esserci una autentica guarigione senza un programma di azione molto concreta e non si poteva ottenere un buon risultato senza che la persona si liberasse dalle morali imposte dalla famiglia, dalla società e dalla cultura.


Nella psicomagia, al posto della credenza superstiziosa, è necessaria la comprensione da parte del paziente, che deve conoscere il perché di tutte le sue azioni. Lo psicomago da guaritore si trasforma in consigliere: grazie alle sue ricette il paziente diventa medico di se stesso.


Per esempio, se una persona soffre di balbuzie Jodorowsky attribuisce questo problema all'assenza di un padre cosciente che non ha saputo fornire al figlio la formazione morale e spirituale di cui aveva bisogno. Un padre narcisista o tirannico provocherà nel bambino un accumulo di energia repressa che si manifesterà nella sua autostima anche da adulto, lasciandolo con un senso di inferiorità e prigioniero di un'infanzia interminabile. Per questo Jodorowsky consiglia di:


Cercare un uomo eterosessuale (un maestro, un guru o un terapeuta) abbastanza anziano da poter essere suo padre, e che abbia avuto figli. Dopo essersi messo in piedi davanti a lui, gli chiederà di afferrargli il pene e i testicoli e di trasmettergli il suo potere virile, con un'energia che viene dal profondo. Nel frattempo, il consultante declamerà una poesia a squarciagola.


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Oppure, se un uomo ha problemi con l'imponenza Jodorowsky lo attribuisce ad una repressa rabbia infantile nei confronti della madre per non averlo coccolato abbastanza quindi l’imponenza deriva dal desiderio di volerla punire. In questo caso suggerisce questo atto psicomagico:


Il consultante deve procurarsi un frustino per cavalli, un cuscino consistente, un vasetto pieno di sangue artificiale (o di vernice rossa) ed un pennello largo due centimetri. La sua amante, generosa complice, si introdurrà nella vagina una fotografia arrotolata della madre del consultante, si piazzerà davanti a lui voltandogli le spalle, in ginocchio e con le mani appoggiate per terra. Si terrà il cuscino accanto. Lanciando un grido di rabbia, il consultante frusterà ferocemente il cuscino usando la mano destra, mentre con la sinistra traccerà una lunga linea sulla schiena della donna con il pennello sporco di sangue finto. Continuerà a esternare la propria ira frustando il cuscino e spennellando la donna, fino a ricoprirla di segni rossi. Poi, in piedi, si metterà in un angolo della stanza. Lei, a quattro zampe, si metterà nell'angolo opposto. Lui la minaccerà con il frustino gridandole un volgare: 'Vieni qui, troia, e succhiami il cazzo!'. A mano a mano che lei si avvicinerà con la lingua di fuori, come una cagna, lui continuerà a insultarla fino alla fine della fellatio.

Nonostante lo scalpore che provocano i consigli di Jodorowsky, la lezione che cerca di tramandare è quella che la vita ed i problemi vanno conquistati. I comportamenti umani sono motivati da forze inconsce, qualunque siano le spiegazioni razionali che attribuiamo loro in seguito. Il mondo stesso non è omogeneo, ma un amalgamazione di influenze misteriose. Percepire la realtà solo attraverso la sua immediata apparenza significa tradirla e soccombere all’illusione, sebbene la si mascheri di ‘realismo’.



Questa vita che noi vorremmo logica è in realtà folle, scioccante, meravigliosa e crudele. Se noi osserviamo lucidamente la nostra realtà, constatiamo che è poetica, illogica ed esuberante come la descrive Jodorowsky. Gli atti psicomagici, sebbene surreali, permettono di manifestare energie normalmente represse o latenti in noi.


Ci sono certi giorni dove vorrei buttare il mio cellulare nel mare, licenziarmi dal lavoro, bruciare tutte le mie bollette ed andare a vivere in una capanna nel Sudamerica in mezzo al nulla. Eppure, sembra quasi impossibile uscire dagli schemi della vita ‘normale’. Cerco di meditare, allineare i miei chakra, accendere una stecca di incenso... ma a lungo termine il mio inconscio prevale sempre ed in un modo o nell'altro i traumi del mio passato continuano a manifestarsi nel mio essere. Forse un atto estremo come quello psicomagico è proprio quello di cui avremmo bisogno per spezzare gli schemi dei nostri traumi infantili.


Anche se non sono ancora troppo disposta ad infilarmi nella vagina una foto della madre del mio compagno, penso ci sia un non-so-che di incredibilmente poetico da imparare da quello di cui parla Jodorowsky. Alla fine, la psicomagia è semplicemente un altra guida per insegnare alla ragione a padroneggiare il linguaggio dell'inconscio, che è composto non soltanto di parole ma anche di gesti, immagini, suoni, odori, sapori o sensazioni tattili.



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