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La salute mentale è un giardino che abbiamo il diritto di curare

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La mia esperienza con la psicoterapia.

Poco più di due anni fa ho deciso di contattare una psicoterapeuta. Volendo usare il gergo di circostanza sono entrata in terapia. In realtà più che altro sono entrata ripetutamente (per circa un anno e mezzo) in un piccolo studio con una finestra che dava su un bellissimo cortile con un enorme albero di diosperi. Nel corso di questi due anni la mia vita è cambiata radicalmente, e nel frattempo ho iniziato a parlare sempre più spesso alle persone intorno a me di salute mentale.

La verità è che non so dove sarei oggi se a maggio 2018 non avessi deciso di iniziare un percorso psicoterapeutico. Con molte probabilità sarei viva, ma starei malissimo. Ho la netta impressione che questo sia uno di quei casi paradigmatici dove le circostanze giustificano l’espressione “fare la cosa X mi ha salvato vita”.

I miei amici sono ormai abbastanza abituati al mio condividere aneddoti riguardanti la terapia, e non è raro che ogni tanto ci si “psicoanalizzi a vicenda”. Però mi piace l’idea di poter parlare a più persone possibile. Da un lato spero che le mie parole possano incoraggiare/informare altri giovani che sentono di avere potenzialmente bisogno di aiuto psicoterapeutico qualificato. Dall’altro il mio obiettivo più immediato è semplicemente di contribuire ad abbattere lo stigma che occuparsi seriamente della propria salute mentale sia qualcosa di cui vergognarsi e da evitare. Non solo non c’è un bel nulla di cui vergognarsi, ma è un aspetto delle nostre vite al quale è fondamentale dedicare tanta cura e amore quanta ne concediamo al resto.

Nonostante tanti pregiudizi riguardo la salute mentale siano stati abbattuti, ancora non esiste un dialogo collettivo ben strutturato che la riguardi. Eppure dati alla mano si stima (probabilmente al ribasso) che il 15-20% della popolazione mondiale – circa 1.5 miliardi di individui – soffra di un qualche disturbo psicologico. Non siete affatto soli, non siete strani:


1 persona su 6 con buona probabilità necessita di aiuto da parte di un terapeuta. E’ arrivato il momento di normalizzare questa situazione e iniziare a pensare a strategie per garantire che chi ne ha bisogno possa trovare l’aiuto al quale ha diritto.

Non starò qua a raccontare in cosa consiste la terapia (SPOILER → esistono moltissimi tipi di terapia adatti a varie esigenze e basta un click su google per farsi un’idea), ci terrei più che altro a condividere qualche riflessione ed osservazione che ho maturato nel corso degli ultimi due anni.

Col senno di poi la cosa che più mi ha colpita è che prima di avere effettivamente il coraggio di fissare il primo appuntamento sono trascorsi più o meno due anni durante i quali ho tentennato a più riprese. Un mucchio di tempo prezioso durante il quale ho ignorato un’effettiva richiesta di aiuto da parte del mio cervello. Il desiderio di rivolgermi ad uno psicoterapeuta fluttuava costantemente in modo più o meno percepibile, ma prima che gli dessi effettivamente ascolto ho dovuto iniziare a manifestare sintomi fisici di ansia e stress letteralmente intollerabili. C’è stato un momento in cui mi sono detta basta. Non ero più disposta a impegnare la maggior parte del mio tempo a trovare escamotage – spesso a base di quintali di alcol – per mantenere la calma e non impazzire.

Guardando indietro l’invito più importante che posso fare è: se per qualche ragione vi ha mai sfiorato il pensiero di vedere un terapeuta, per favore DATEGLI ASCOLTO. Forse è solo curiosità, e in quel caso vi invito comunque a soddisfarla. Ma se c’è anche solo una minima possibilità che questi pensieri vaganti e passeggeri nascondano un tangibile bisogno di aiuto, il minimo che potete fare per il vostro bene è cogliere il segnale e agire.


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Il malessere psicologico ha tante forme diverse. Uno degli aspetti più problematici è che molte volte non ha forme immediatamente riconoscibili. Solo perché uno non manifesta sintomi gravi o estremamente evidenti dal punto di vista esterno non vuol dire che l’entità del problema sia piccola. Le facciate più apparentemente immacolate possono nascondere dietro veri e propri vasi di pandora. Non sentitevi meno autorizzati a chiedere aiuto solo perché non vi sembra di stare abbastanza male. Non esiste un “abbastanza male” – esiste ‘MALE’ e ‘NON MALE’. Dal momento che stai male, stai male e basta, senza se e senza ma, e hai tutto il diritto di chiedere aiuto.


Iniziare a sentirsi meglio e vedere progressi dopo aver fatto tantissima fatica è una sensazione impagabile, senza dubbio una delle esperienze più belle e soddisfacenti che abbia mai fatto in vita mia. La terapia richiede moltissimo impegno, affrontare i propri demoni non è tutto rose e fiori e si soffre molto. Ma iniziare a stare meglio è come rinascere e dare a se stessi una seconda possibilità. Finalmente hai la sensazione di appartenerti davvero, di non essere più un individuo che esiste in funzione di dinamiche dolorose che lo trascinano in una direzione o in un’altra. Finalmente riesci a concentrarti davvero sui tuoi desideri, sulle tue inclinazioni. Quando il tuo cervello non è più impegnato H24 a tenere a bada anni di traumi psichici può finalmente mettersi a disposizione di attività assai più gratificanti.


Fare psicoterapia non è una sorta di cura miracolosa che elimina tutti i problemi alla radice. Piuttosto ci si confronta col proprio passato per poter affrontare al meglio il proprio futuro.

Durante la terapia si acquisiscono gli strumenti e le strategie per affrontare le esperienze dolorose ed elaborarle nel modo più produttivo possibile.

Si impara che soffrire come cani a volte è inevitabile, fa parte di ciò che vuol dire essere umani, ma che è possibile soffrire in una sorta di “modo sano”, senza spezzarsi.

Da ultimo direi che è bene cercare di affrontare la terapia armati del desiderio di stare meglio e con meno preconcetti possibili. Vi prometto che se deciderete di intraprendere un percorso terapeutico non ve ne pentirete. Le strade per arrivare al cambiamento sono infinite, spesso inaspettate e sorprendenti per chi si trova a perlustrarle. Ciascuno ha la propria, e si merita di percorrerla per lasciarsi alle spalle i traumi e poter vivere una vita migliore.



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