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Lockdown e stanchezza: perché stando chiuso in casa sono più stanco di prima?

Cosa succede alla nostra mente durante il lockdown? Perché non abbiamo voglia di fare niente malgrado non facciamo niente dalla mattina alla sera?



Ogni volta che rifiniamo in lockdown ci ritroviamo a pensare, ma perché sono così stanco non facendo niente? Sembra un paradosso, ma la maggior parte di noi ha avvertito questo senso di stanchezza e spossatezza molto più durante queste forzate reclusioni che quando dovevamo svegliarci alle 6 del mattino per andare al lavoro.


Ma cosa succede alla nostra mente durante il lockdown? Perché non abbiamo voglia di fare niente, malgrado non facciamo niente dalla mattina alla sera?


Eravamo abituati ad un assetto di giornata in cui l'obiettivo, bene o male, era chiaro: mi sveglio, vado al lavoro o a scuola, torno a casa, faccio aperitivo merenda o quel che sia, ceno, dormo. A seconda del giorno, sapevamo quali fossero le possibilità offerte da tale giornata e come muoverci al loro interno. Malgrado questa routine potesse essere faticosa, stressante o estremamente divertente era in un certo senso una sicurezza, qualcosa per cui il nostro cervello non doveva sforzarsi troppo per capire come fare. E ora?

Posso dormire quando voglio, mangiare quando voglio, fare pause (più o meno) quando voglio. Posso fumarmi quante sigarette voglio mentre faccio smart working, posso parlare con i prof in pigiama. Sembra un sogno, eppure sono più stanco che mai. E probabilmente anche stressato.

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E' questione di stanchezza psicologica

Quello che paradossalmente succede durante la reclusione forzata è che non è vero che il nostro cervello non deve lavorare, o deve lavorare meno, al contrario per lui è uno sforzo incredibile doversi abituare ad un nuovo stile di vita, anche se questo comporta un dolce far niente. Cambiare città o essere forzati a rimanere chiusi in casa ha lo stesso impatto per la nostra mente: più siamo abituati ad una certa azione o compito meno sforzo mentale esso richiede.


In questa situazione (per ben la seconda volta) non ci sono vere routine, non ci sono altre possibilità e quindi la mente deve carburare nettamente di più per tenersi attiva. Per questo siamo perennemente stanchi, stressati dall’enorme lavoro mentale che il cervello deve compiere in continuo senza però raggiungere nessun vero obiettivo.


Ci vogliono più o meno tre mesi per abituarsi ad una nuova situazione, a considerarla normale, ma dopo le prima tre settimane si può avvertire già qualche sintomo psicologico: vi ricordate quello sconforto inspiegabile avvertito dopo il primo mese di lockdown della primavera scorsa? Ecco a che cosa era dovuto.


Quindi è per colpa di questo paradossale sovraccarico mentale dato da una concezione di tempo e di agire per noi insensato a renderci così costantemente stanchi ed incapaci di impegnarci volentieri in qualcosa malgrado “tutto il tempo a disposizione”. Ovviamente, allo scombussolamento mentale personale, si aggiunge anche un sovraccarico emotivo non indifferente dato dall’ansia generale del virus, dai parenti lontani, da chi si potrebbe ammalare… Insomma, il nostro cervello non è minimamente a riposo in questo momento di stallo, anzi, lotta contro se stesso dalla mattina alla sera per rimanere sano e attivo.


Cosa si può fare per combattere questo senso di stanchezza?



Beh, sembrerà ovvio, ma la risposta è ritrovare una routine!


Vi ricordate come eravamo finiti tutti a fare le stesse cose nel lockdown scorso? Dallo sport all’aperitivo digitale? Queste attività non potranno di certo sostituire un incontro gli amici al bar, ma almeno ricostituiscono una sorta di calendario, di agenda di cose da fare ad orari specifici che aiutano il cervello a lavorare per arrivare a certi obiettivi e stancarsi meno nella lotta contro se stesso. Per questo non lamentatevi dello smartworking o della didattica a distanza perché forse sono una delle poche cose che ti mantengono ancora sano.


Il potere dello sport


Va specificato che non a caso il mondo ha magicamente rivalutato lo sport da quando abbiamo avuto il primo lockdown, e non solo per il suo potere terapeutico capace di ristabilire istantaneamente un equilibrio psico-fisico e donarti un po’ di ottimismo.

Lo sport ti fa faticare, sudare il che stanca il fisico riducendo un po’ di stanchezza psicologica. Per questo fare sport mentre siamo chiusi in lockdown improvvisamente non sembra più il momento più brutto della giornata, ma anzi, l’unico modo per iniziare a carburare in modo corretto e più funzionale.


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