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Non fare sesso per lunghi periodi non è la fine del mondo

Si può continuare a vivere normalmente (e pure bene). Ne abbiamo parlato con C., che non faceva sesso da due anni e mezzo.



Spesso supportata da una sorta di sapere comune, la logica ci suggerisce un fatto semplice: chi fa sesso è felice, chi non fa sesso è triste. Questo statement così apparentemente ovvio, in realtà, è spesso, una gran cavolata.

Oggi abbiamo chiamato C., una ragazza che come tante/i si è ritrovata "a secco" per più di due anni. Abbiamo chiacchierato di sessualità, di ansia da prestazione, e di come non avere rapporti per lunghi periodi in realtà è spesso meno tragico di quanto non sembri.

H: Ben trovata! Il vino è qui nel bicchiere, sei pronta a raccontarci le tue disgrazie?

C: Ehilà! Prontissima [ride].

H: Allora, innanzitutto come sei finita in questa situazione?

C: Precisiamo che la “situazione” è che non faccio sesso da circa due anni e mezzo. Chiamiamola sfiga, chiamiamola poca voglia di sbattermi per trovare l’imbrocco, ma fattostà che nulla, sono a secco da un tempo molto lungo. Ci sono finita perché dopo la fine della mia ultima relazione semplicemente non ho più avuto l’occasione di fare sesso con nessuno.

Dopo questa rottura ho avuto bisogno di prendermi un lungo periodo per occuparmi seriamente della mia salute mentale, e in mezzo a tutto questo processo la mia sfera sessuale è diventata un campo di lavoro psicologico più che pratico.

H: Quindi diciamo che è stata anche una scelta tua calcolata? Ad esempio io non metterei mai coscientemente il sesso da parte per lavorare su me stessa

C: Non esattamente. Nessuno, me compresa, rifiuterà mai attivamente il sesso in circostanze normali di vita. Piuttosto direi che è semplicemente successo che per un lungo periodo non mi sia attivamente occupata di cercarmi occasioni perché avevo altro per la testa. In realtà ho anche lavorato molto sul mio rapporto personale con la sfera sessuale e coi disagi sessuali mai affrontati che mi portavo dietro. Quindi spero (e in realtà sento) che quando tornerò ad avere rapporti sessuali la mia esperienza sarà migliore, più libera e sana.



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H: Ecco, infatti stavo per chiederti se per te il sesso è mai stato una fonte di ansia, o comunque un qualcosa col quale magari non eri esattamente a tuo agio. Secondo te le persone attraversano lunghi periodi di astinenza sessuale a causa di un rapporto disagiato col sesso o per altri motivi?

C: Oddio non saprei sugli altri, ma per quanto mi riguarda all’inizio il sesso mi ansiava molto. Poi ci sono varie formule con le quali la gente gestisce il binomio sesso-ansia del sesso. Magari alcuni continuano a fare sesso a diritto anche con la peggio ansia, altri invece si ritirano completamente tipo me.


H: E quest'ansia a cosa era relativa? Sei riuscita a capirlo?

C: Per me era un’ansia generalizzata, strutturale, che racchiudeva elementi legati a tanti aspetti della mia infanzia, della mia crescita, di un rapporto non eccezionale col mio corpo e via discorrendo. In più verso il 15 anni mi sono ritrovata che letteralmente non avevo tutta sta’ gran voglia di scopare con qualcuno. Volevo essere libera e spensierata, pomiciare, tocchiacciarsi, tocchicciarmi, sperimentare l’intimità fisica, ma senza voler davvero “fare sesso”. E non avere voglia di farmi rivoltare a sangue da qualcuno mi faceva sentire sbagliata e fuori posto.


H: Pensi che magari se tu avessi avuto intorno persone “più navigate” di te ti saresti sentita meno a disagio? Io per esempio pensavo spesso che mi avrebbero potuta giudicare se a quell’età avessi fatto o non fatto certe cose, e quindi tentennavo..

C: Più che la pressione sui giudizi altrui io mi sentivo proprio ansiata dal fatto che non l’avevo ancora fatto e non capivo cosa ci fosse di sbagliato con me stessa perché ero “in ritardo”. Poi paradossalmente ho iniziato a masturbarmi regolarmente molto presto perché la cosa mi incuriosiva terribilmente, ma l’idea di farlo con un altra persona mi faceva sentire bloccata.

H: Personalmente ho sempre notato che i miei conoscenti/amici (più che altro donne) tendono a dividersi in due categorie. Ci sono quelli che parlano apertamente del fatto che si masturbano, ma che poi fanno pochissimo sesso e paiono spesso avere un rapporto un po’ problematico con la sessualità. E invece quelli che lo fanno a diritto, ma si masturbano poco o nulla e spesso non sanno nemmeno come esattamente si faccia. Come la vedi te?

C: Mmm direi che forse entrambe le situazioni riflettono a modo loro un certo tipo di problema. Ad esempio, io faccio molta fatica a lasciarmi andare, fatico a dare fiducia e ad espormi sia in senso più fisico che relazionale. Inoltre per quanto sia interessata al piacere fisico nudo e crudo, in realtà il sesso per me è una questione complessa di equilibri molto sottili, mentali, delicati, e che molte persone semplicemente non hanno lo sbatti o l’interesse di stare a creare. Infatti spesso mi scoraggio già in partenza temendo che non riuscirò a creare una situazione che mi metta a mio agio. Quindi mi torna anche il fatto che tendo a fare meno sesso della media.



Invece magari chi non è molto in touch con se stesso/a e ha sempre avuto molti partner semplicemente non ha mai sentito la necessità di masturbarsi e non si è dunque mai posto il problema. Vorrei anche aggiungere che il più delle volte le persone che ho sentito in qualche modo sminuire la masturbazione come se fosse qualcosa di basso livello accampavano scuse del genere “eh ma non è lo stesso che fare sesso con una persona reale”. Nessuno ha mai detto che lo fosse, ma penso che sia comunque un lato fondamentale della sfera sessuale personale che merita rispetto e considerazione al pari del farsi rivoltare come un calzino da qualcun altro.

Comunque quando ho insegnato a persone di questo tipo come ci si masturba ho ricevuto solo ringraziamenti e mai lamentele.



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H: Cosa diresti ad altre persone che non fanno sesso da lungo tempo?

C: Non è la fine del mondo, si può continuare a vivere normalmente (e pure bene).

H: Come la mettiamo con l’inevitabile frustrazione data dall’astinenza?

C: Dipende da come decidi di prenderla. Impuntarsi e incazzarsi sentendosi dei falliti è la ricetta per inacidirsi velocemente ed entrare in un perpetuo loop negativo. Innanzitutto non fare sesso è del tutto normale ed accettabile, non è qualcosa di sbagliato. Poi, a parte la masturbazione, ci sono molti modi coi quali scaricare la tensione sessuale intrappolata. A me aiuta fare molta attività fisica, o comunque fare attività di vario genere che richiedano un grosso dispendio di concentrazione, creatività e moto. Se sfruttata bene, è una situazione dove paradossalmente ti ritrovi con un monte di energia da spendere.

H: Credi che chi ha vite sessuali perennemente attive spesso “si accontenti”? Insomma qual è la tua opinione sul sesso casual?

C: Ho cambiato molto opinione rispetto al passato. Mi rendo conto che disprezzavo le scopate a caso semplicemente perché non ero in grado né di procacciarmele, né tanto meno di godermele. Di conseguenza ero ovviamente un po’ gelosa di chi con grande nonchalance a fine serata tornava ogni volta a casa con qualche sconosciuto acchiappato all’amo un’ora prima.

Penso che ora sarei in grado di fare un compromesso coi miei desideri e riuscire per lo meno a godermi in tranquillità una nottata con qualcuno col quale non ho particolari legami ma che mi attizza. Prima non ne ero capace, ero della scuola di quelli che “scopo solo se sono innamorata/se scopo con qualcuno vuol dire che sono innamorata”. Non ero per nulla matura dal punto di vista emotivo, quindi facevo queste equivalenze marce che mi causavano soltanto problemi.

H: E’ triste da dire, ma conosco moltissime amiche e amici che, pur facendo sesso a destra e a manca, in realtà non si godono affatto le proprie esperienze. Il più delle volte non vengono nemmeno, e spesso il giorno dopo combattono col disagio rispetto a ciò che hanno fatto. Sembra che il problema di fondo in realtà si riconduca sempre al fatto che nella società il sesso è accompagnato da forti pressioni di vario tipo. Prima tra tutte questa sorta di imperativo per cui lo scopare è una specie di dovere che, tipo spada di Damocle, pende sopra la testa di ogni essere umano. Quindi la gente finisce per comportarsi in modo nevrotico sia un verso che in un altro a causa di questa maledetta ansia da prestazione, e sono in pochi a trovare un vero equilibrio. Che ne pensi?

C: Sono estremamente d’accordo. Alla fine ognuno ha necessità e desideri estremamente personali e sfaccettati. Qualunque essi siano, affrontarli con ansie e pressioni di sottofondo è deleterio. Io mi ritengo per certi versi fortunata perché, ad esempio, il sesso fra due donne già di per sé tende a demolire brutalmente molti stereotipi.


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Credo che in ambito eterosessuale la situazione sia molto più problematica a causa di aspettative e modelli ormai superati in cui fare sesso vuol dire che la donna lo prende e che l’uomo viene. Dovrebbe stare unicamente al singolo decidere e costruire il proprio set di inclinazioni, preferenze etc. Per quale ragione dovrebbe essere la società a prendere queste decisioni al posto del diretto interessato?



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