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Parliamo di "dismorfofobia", quando il proprio corpo diventa un’ossessione.

Ci sono delle condizioni di cui si parla poco che hanno invece un impatto enorme sulla vita di chi ne è affetto. Tante volte alcune di queste condizioni sono così sottovalutate che neanche il diretto interessato sa di esserne affetto. Per questo informarsi è importante e imparare a riconoscere alcuni disturbi fondamentale, e oggi parliamo della "dismorfofobia".



Da movimenti culturali come il body positivity per l’accettazione del proprio corpo, agli eating disorders che sembrano essere il nuovo cancro della nostra generazione, la questione del corpo rimane centrale e fondamentale oggi giorno. Ma quanto ne sappiamo davvero? Ci fanno credere che l’anoressia sia l’insormontabile malattia delle ragazzine di oggi, ma ci sono un altro miriade di malattie e condizioni relazionate al corpo di cui non sentiamo parlare, ma che hanno un impatto fortissimo sulla vita di tutti i giorni. Purtroppo però, non conoscendone l’esistenza, esse finiscono per ricadere in altre macro categorie e ci si convince di essere anoressici, depressi, ossessivo-compulsivi e così via, mentre, in effetti, il problema potrebbe essere un’altro.

Oggi vi vogliamo parlare di una condizione particolare di cui si parla poco, ma colpisce molte più persone di quanto si pensi: la dismorfofobia.

La dismorfofobia fa parte dei disturbi somatoformi, cioè di tutti quei disturbi fisici effettivamente inesistenti, che siamo convinti di avere senza una vera causa o giustificazione. In questo caso, il soggetto affetto da dismorfofobia, è convinto di avere un difetto fisico insormontabile e gravissimo, presentando un’eccessiva preoccupazione nei confronti di tale difetto, solitamente all’occhio altrui del tutto inesistente o trascurabile.


Passate ore davanti allo specchio osservando e analizzando una parte del vostro corpo sotto ogni possibile sfaccettatura? Non potete fare a meno di specchiarvi in ogni singola vetrina e guardare ossessivamente la sagoma del vostro corpo mentre camminate? Passate più ore della giornata a pensare a tale difetto a tal punto da farvi condizionare la vita, i pensieri, le azioni? Cercate di convincere chiunque della grandezza, della gravità di questo difetto? Paragonate perennemente il vostro corpo a quello altrui? Potreste essere affetti da dismorfofobia.

La dismorfofobia non è anoressia, è un’ossessione per il proprio corpo che però non riguarda il cibo o il peso in sé (anche se in certi caso può poi sfociare in qualche disturbo alimentare). I difetti in questione possono essere più lievi come ossessione per i propri capelli, l’acne, le rughe, manifestazioni vascolari, sudorazione, asimmetrie o peluria. O possono essere molto più pesanti quando si tratta di intere parti del corpo, che possono essere da naso, orecchie o bocca, a gambe fianchi, addome, spalle etc. Le preoccupazioni possono riguardare anche simultaneamente diverse parti del corpo.



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Ma perché questa condizione è così grave? Abbiamo tutti qualcosa che non ci piace del proprio corpo, no? Si, ma non si può assolutamente paragonare una semplice scontentezza per una parte del proprio fisico alla vera e propria fissazione che genera la dismorfofobia.

Questa condizione porta col tempo ad una serie di comportamenti paragonabili a quelli del disturbo ossessivo-compulsivo: il soggetto inizia a fare una sorta di “azioni di routine” che se non attua sta male. Pensa tutto il giorno a come mascherare, nascondere questo difetto, e questa eccessivissima preoccupazione ha un serio impatto sulla vita di tutti i giorni perché non influenza solo la mente ed i pensieri, ma anche tutto l’ambito sociale, il lavoro, la scuola, le normali conversazioni di tutti i giorni. Egli evita di fare certe cose perché tali azioni o eventi potrebbero mettere in mostra il difetto o potrebbero non permettergli di attuare le azioni sistematiche di cui necessita per convivere col problema. In più, spesso, chi ne è affetto si immerge in una serie di auto-manipolazioni spesso dannose ed eccessive, in una cura smisurata del proprio aspetto fisico, e qualunque altra cosa che alla lunga porta a danneggiare il corpo in qualche modo. Tra le cose più comuni troviamo: sport eccessivo, escoriazione della pelle, chirurgie estetiche portate all’estremo, acquisto compulsivo di prodotti di bellezza o dimagranti.



Un esempio di persone affette da dismorfofobia sono, per esempio, i body builder. A differenza di ciò che si potrebbe pensare i body builder sono in perenne lotta col proprio corpo e non hanno una vita sociale perché dedicano tutto il loro tempo al raggiungimento di una forma fisica "perfetta", ma, ai fatti, per loro irragiungibile. Se si ha la dismorfofobia i tentativi fatti per sviare al problema non sembrano mai sufficienti e si continua una lotta infinita finendo per raggiungere delle condizioni fisiche assurde e spesso malsane.

Inoltre, è importante tenere presente che chi è affetto da dismorfofobia non ricerca minimamente il conforto altrui, anzi. Egli cerca di convincere gli altri della gravità del difetto e vuole rassicurazioni su come tale difetto appaia e venga percepito, e quando sembra che gli altri non lo notino si innesca un meccanismo di non essere sufficientemente considerati, che aumenta il timore, il giudizio altrui ecc. Portata all’estremo la dismorfofobia porta all’isolamento sociale, a depressioni croniche, altre condizioni psicologiche gravi e in rari casi, anche al suicidio.

Quindi, giusto per chiarirci, se avete qualche chilo in più e siete a dieta da un paio di settimane e non fate altro che guardare il vostro corpo per vedere se siete dimagriti o cambiati no, non avete la dismorfofobia. Qui non si tratta di fasi, di fissazioni momentanee che possono essere mutate, o si mutano nel tempo. Si parla di qualcosa di fisso, a cui si pensa giorno e notte da anni, la prima cosa a cui la vostra mente volge il pensiero non appena ha un secondo libero. Ed è per questo che è pesantissima e non andrebbe sottovalutata; se davvero la si ha bisognerebbe consultare un professionista quanto prima.



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Certamente la dismorfofobia è collegata a disturbi della personalità, disturbi alimentari, depressivi, disturbo ossessivo-compulsivo… Ma essa è una condizione a sé stante che colpisce sempre più persone, iniziando solitamente nell’adolescenza. Negli ultimi anni ho conosciuto qualche persona affetta da dismorfofobia e credo che sia una condizione estremamente sottovalutata e di cui è molto difficile parlare perché meno visibile di un’anoressia, bulimia od ovvia condizione psicologica; quindi trovare il confronto con il diretto interessato è molto più complicato.



Malgrado non si possa risolvere con il semplice supporto di un caro, però, è comunque importante sapere e iniziare a riconoscere di più queste condizioni che il mondo nuovo, con la tecnologia e i social, ha drasticamente peggiorato e diffuso a dismisura. Non importa a niente creare movimenti rivoluzionari per l'accettazione del corpo se poi essi generano, a loro volta, ulteriori metri di paragone e barriere tra chi è apparentemente soddisfatto della propria immagine e chi, invece, deve imparare ad accettarla. Piuttosto, cerchiamo di creare un mondo dove non bisogna imparare proprio niente, ma naturalmente non abbiamo un canone fisso a cui doverci paragonare sempre.


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