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Perché tradiamo, poi ci sentiamo in colpa, e comunque non riusciamo ad accettare il poliamore.

"Il tradimento non rientra in qualcosa di “tollerabile” perché tutto ciò che oggi volge al dolore altrui non è accettabile: si è sempre più vegetariani per non uccidere gli animali, si lotta contro la violenza sulle donne, si comprano i cibi bio salvare il pianeta… e anche tradire è una sorta di violenza se vista sotto un certo punto di vista."



L’adulterio esiste da che è stato inventato il matrimonio, ed anche il tabù che lo riguarda. Infatti, l’infedeltà ha una tenacia che il matrimonio le può soltanto invidiare, al punto che questo è l’unico comandamento che viene ripetuto due volte nella Bibbia: una volta per l’azione e una volta per l’intenzione. Così, come conciliamo ciò che è universalmente proibito e tuttavia universalmente praticato?”

Ci dice la terapeuta di coppia Esther Perel.

Il tradimento è un concetto strano, non esiste un significaro universale di tradimento, ma cambia in base alla definizione che decidiamo di darli noi: dal sexting, al guardare i porno, ad un bacio, al vero e proprio sesso. Ma perché tutti tradiamo e allo stesso tempo mentiamo sul tradire considerandolo un atto “sconsiderato”? Sempre come dice la Perel un tempo “l’uomo faceva affidamento sulla fedeltà della donna per conoscere la paternità dei bambini, e decidere chi doveva ereditare le sue mucche una volta morto.” Oggi, questo concetto è cambiato ovviamente, e monogamia significa una persona per volta, non più una persona per tutta la vita, e non ha niente a che vedere con una necessità, ma solo con l’idea di ideale romantico che abbiamo in testa. E quindi, giusto o sbagliato che sia, anche se abbiamo la possibilità di cambiare il nostro partner, variare, perché sentiamo comunque il bisogno di tradire? Forse proprio per questo?

Un po’ dopo il periodo delle mucche l’unione tra due persone è diventato una sorta di contratto economico: stare con qualcuno per tutta la vita significava sicurezza, stabilità. E il tradimento era una (lecita direi) scappatoia da una vita basata su doveri e forzature. Oggi (nella maggior parte dei casi) nemmeno quello ha una grande rilevanza, solitamente si sta con qualcuno solo per l’affetto verso tale persona. Quindi, ripeto, cos’è che ci fa tradire, ma non accettare che si possa volere qualcun altro? Perché non c’è verso di essere totalmente soddisfatti?



“Io, alla fine dei conti, ho tradito sempre. In storielle di poco conto perché effettivamente non c’era un legame vero e quindi non mi mettevo troppi freni su “ciò che mi andava di fare”. Mentre nelle relazioni serie è sempre stato pesantissimo il fatto di tradire, ma ad una certa non resistevo più ad un attrazione sessuale fortissima o ad un pallino che magari c’era da anni.” Dice B.

“Credo perché fosse più la tentazione di provare qualcosa di nuovo, non perché non amassi il mio “partner”. L’idea anche di piacere a qualcun altro. Il brivido di rischiare qualcosa.” Ci dice invece, V.

Oggi tante volte non tradiamo per infelicità, ma per essere più felici. In questo mondo bombardato da scelte e possibilità, anche l’amore o la scelta di un partner possono diventare complicati. Da un lato, sul piano personale, si tende a confrontarci troppo con gli altri e confrontare i contesti in cui viviamo (ora che abbiamo libero accesso alle vite di tutti), e questo va dal confronto della propria forma fisica fino al genere di relazione che pensi che abbia la tua amica nella foto su Instagram che bacia il suo ragazzo al tramonto sulle spiagge di Bali.

Questo ovviamente crea pressione e ansia che non si sia “mai abbastanza” o che il modo, la relazione che viviamo non sia “mai abbastanza”, generando sia in se stessi che nel partner un'ulteriore voglia di andare a ricercare quell’“abbastanza”, che in realtà non esiste.


Dall’altro, l’amore è diventato peggio di un catalogo dell’Ikea tra dating-app, social media etc. ed il partner che ricerchiamo deve rispondere ad una lista tale di desideri che in ogni persona troveremo qualcosa che ci piace, ma nessuna singola potrà avere il 100% dei requisiti richiesti. E noi non ci accontenteremo sapendo che sarebbe possibile mettersi nella posizione di averli tutti esauditi se si sfogliasse bene il catalogo. Ed ecco uno dei motivi di come e perché scatta il tradimento.



> SEXTING: capiamone di più.




Il mondo ci ha abituati a rincorrere i nostri desideri e quindi ‘essere comodi’ in una situazione non è più sinonimo di serenità, anzi. Abbiamo bisogno di quel brivido e lo ricerchiamo sempre di più, non riusciamo ad accontentarci. In questo senso il tradimento non è volto a ferire l’altro, ma diventa una sorta di scoperta di noi stessi. Il tradimento oggi ha la stessa valenza di cambiare lavoro o città, è qualcosa di cui abbiamo bisogno per non sentirci prigionieri e capire che ci sono altre opzioni nella vita.


Quindi, a differenza di ciò che si possa pensare il tradimento spesso non ha niente a che vedere con relazioni infelici, ma solo con questo bisogno di “realizzarci” che il mondo nuovo ci ha fatto acquisire.

Ma quindi perché ci sentiamo così maledettamente in colpa se tradiamo e non accettiamo quando viene fatto a noi, anche se lo facciamo noi in primis?


> Se vogliamo relazioni amorose sane dobbiamo ripensare l’idea di amore.



“Io ho tradito mentre stavo col mio primo ragazzo perché dopo un po’ di tempo il sentimento è andato scemando e mi è venuta voglia di provare e avere cose nuove. Sono stata un po’ codarda perché potevo benissimo lasciarlo prima, però non avevo il coraggio! E sinceramente non mi sono sentita nemmeno tanto in colpa… Poi però sono stata tradita io e non è una bella sensazione!

Il mio primo sentimento quando ho scoperto di essere stata tradita è stata la delusione, perché alla fine dopo tanto tempo che stai con una persona ti fidi ciecamente di lui e una cosa del genere proprio non te l’aspetti (parlo della mia esperienza eh, poi ovviamente ci sono situazioni e situazioni)! Il tradimento porta a non fidarti più allo stesso modo del partner, o comunque ci vuole tempo e voglia di instaurare il rapporto che c’era prima.” Dice F.

Ed è così per la stramaggioranza delle persone, infatti il tutto ruota anche attorno a questo sentimento di “aspettativa di fedeltà” data dal concetto di amore del mondo nuovo. Da quando abbiamo iniziato a sposarci per amore l’asticella delle aspettative si è alzata esponenzialmente e malgrado oggi accettiamo bene o male qualunque genere di relazione o amore, dall’omosessualità, al genderfluid etc. il tradimento non rientra in qualcosa di “tollerabile” perché tutto ciò che oggi volge al dolore altrui non è accettabile: si è sempre più vegetariani per non uccidere gli animali, si lotta contro la violenza sulle donne, si comprano i cibi bio salvare il pianeta… e anche tradire è una sorta di violenza se vista sotto un certo punto di vista, quindi in un mondo volto alla ricerca della pace, dei diritti e dell’equilibrio è ancora meno accettabile di prima infliggere del dolore per una questione così “frivola”.

“Quando sto con qualcuno sono fedele, di solito io se non tradisco è perché so che l’altra persona non lo farebbe quindi diventa una forma di rispetto reciproco, e io non vorrei che succedesse a me.” Dice E.

B. malgrado non sia stata sempre fedele, conferma anche lei che “Per me è un paura di ferire entrambi. Io non ho mai confessato niente, perché non riesco e non voglio essere vista come quella che “non ama”, perché per me è sempre stato effettivamente così. Quindi, malgrado tutto non è mai stata una scelta a cuor leggero e mi ha sempre fatto mettere tutto in discussione”.

Per questo motivo, il tradimento, diventa una delle grandi contraddizioni del mondo moderno, un altro elemento “imposto” a cui non riusciamo a dire né si né no, e finiamo per autoimprogionarci ancora di più sentendoci male sia quando lo facciamo, che quando ci freniamo.



La questione, a mio parere, è che è l’idea di tradimento in sé che dovrebbe cambiare e basta. La sessualità dovrebbe distaccarsi dall’idea di amore: se fossimo liberi di fare sesso con chi ci pare, ma essere emotivamente fedeli ad un singolo essere umano, quella sarebbe la sana monogamia di cui abbiamo bisogno, forse. Come dice G. “ Penso che tradire non sia sbagliato in sé per sé perché è una cosa naturale sentire attrazione verso qualcuno che non sia sempre lo stesso, magari dopo anni, certo è che il valore che associamo socialmente al tradimento è molto negativo e anche personalmente per nessuno deve essere bello essere traditi. Il punto è che dovremmo imparare (io in primis) a non associare più avere rapporti sessuali con qualcun altro al “tradimento” tradire qualcuno è molto diverso e non penso abbia a che fare col sesso in realtà.”



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Siamo animali alla fin dei conti che vivono per riprodursi, ma anche per provare piacere. Perché doverci convincere che fare sesso con qualcuno significa tradire? Cosa si sta tradendo, la fiducia? Se sì, torniamo al discorso di prima dei sensi di colpa, il che mi sembra inutile dire quanto sia in realtà insensato, perché non si basa nemmeno su un sentimento volto verso noi stessi. Sennò cosa, il concetto sacro di amore? No, perché l’amore non ha niente a che vedere con il sesso e la scienza ha provato che non è possibile essere innamorati di due persone allo stesso momento, quindi tranquilli che una monogamia cerebrale esiste.


Dunque, perché non ci mettiamo l’animo in pace, ci lasciamo andare a ciò che il nostro corpo vuole e tuteliamo la sanità di ciò che prova il nostro cuore?

“La monogamia è la più grande piaga di questi tempi credo, l’umanità si è autoindottrinata così profondamente su queste cose che penso sia veramente difficile uscirne, ma di fatto è una follia: la monogamia non ha senso e ad essa sono legati solo aspetti negativi. L’umano non è fatto per stare sempre e solo con un altro umano, a livello naturale e sociale. La monogamia ci ha portati a considerare normali cose come: gelosia, possessività, l’idea della “proprietà” della donna nei confronti dell’uomo come un bene materiale da proteggere, arrogazione di senso di possesso su un’altra persona in generale, accettazione sistematica di una vita sessuale inesistente... ecc” Continua dicendo G.

Ma da un lato ancora questa visione è rara, e chissà anche se sia giusta o meno, ma la verità è che accettare un mondo dove tu non sia l’unico o la unica non è facile per niente.



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“Per me la monogamia ci sta, è inevitabile. Non è una questione di tradizione, solo che non è che bisogna destrutturare tutto nella vita perché siamo nel 2020. Alla fine a quello siamo abituati e quello è. Cioè ovviamente puoi avere una relazione aperta secondo me, però ricade nella “relazioni non serie”, se stai insieme davvero in questo modo non riesci ad instaurare un legame vero perché vuol dire che stai bene con più di una persona allo stesso momento.” Pensa B.

Ovviamente sono discorsi estremamente relativi, ma il concetto di base, del perché sto scrivendo questo articolo è che spesso, troppo spesso, ci ritroviamo a sentirci male per qualcosa come un banale tradimento che non ha la valenza che pensiamo essa abbia. Potremmo essere tutti più sereni e viverci le cose belle in modo più “vero” se solo fossimo in grado di vedere le cose da un altro punto di vista. Non dico di andare a tradire apposta per liberarvi o fare nuove esperienze, abbiamo comunque tutti un’empatia e ferire qualcuno non è mai un bene. Però, piuttosto che riflettere solo sul perché lo stiamo facendo, cerchiamo di pensare anche al perché ci sentiamo feriti o del perché abbiamo ferito qualcuno.


Magari, guardando le cose in senso lato, potremmo capire che il tradimento non è la fine del mondo come credevamo e che ogni tanto provare qualcosa di libero come una relazione aperta potrebbe solo che giovare al nostro concetto di amore e di come ci viviamo la sessualità.


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